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Vette e Onde ad Ancona

Alla Mole Vanvitelliana, professionisti dell’hospitality, della nautica e del real estate hanno discusso di pianificazione strategica nel rendere territori ancora poco esplorati capaci di attrarre un turismo internazionale di alta gamma

La tappa marchigiana di Vette e Onde Experience ha acceso i riflettori sul potenziale delle Marche, regione che unisce mare, borghi e paesaggi interni in un equilibrio ancora autentico. Alla Mole Vanvitelliana di Ancona, il confronto tra architetti, investitori e operatori del settore ha delineato una prospettiva condivisa: le destinazioni meno note possono affermarsi nel panorama internazionale quando offrono infrastrutture adeguate, servizi coerenti e una narrazione capace di restituirne l’identità.

“Il lusso oggi coincide con il tempo, con l’autenticità e con il rapporto con il paesaggio”, ha osservato Gloria Vitali, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona. Un concetto ripreso da Raffaella Peloso di CBRE, che ha ricordato come il segmento luxury continui a crescere e come il 10% degli investimenti alberghieri europei si concentri oggi in Italia. “Anche le destinazioni ancora poco conosciute possono trovare spazio nel grande brand Italia”, ha sottolineato.

Particolarmente significativa la lectio magistralis di Luca Dini, che ha analizzato il rapporto tra porti, città e turismo nautico, evidenziando come marina e waterfront stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nei percorsi dell’ospitalità contemporanea. “Si sta creando una fusione inedita tra ciò che accade lungo le coste e ciò che troviamo nei centri urbani”, ha spiegato il designer, “due mondi che per anni sono rimasti separati, quello dello yachting e quello dell’ospitalità, oggi si stanno avvicinando fino a sovrapporsi”.

Nel suo intervento, Dini ha richiamato esempi internazionali come Saint-Tropez, Porto Cervo, Albania ed Emirati Arabi, sottolineando la necessità di ripensare l’organizzazione urbanistica e logistica delle città costiere per accogliere in maniera più strategica i flussi del turismo navale. “Che cosa si aspetta di trovare un armatore quando approda su un’isola o entra in una marina? Dovremmo partire da lì”, ha osservato, raccontando l’esperienza maturata nei progetti sul Mar Rosso e nei nuovi sviluppi albanesi.

Dagli yacht del Four Seasons e del Ritz-Carlton Yacht Collection ai treni de La Dolce Vita Orient Express, gli interventi hanno mostrato un approccio comune: partire dalle emozioni e dalle aspettative dell’ospite per definire nuovi modelli di accoglienza. Un percorso che Vette e Onde continuerà nei prossimi appuntamenti, mantenendo al centro il dialogo tra design, ospitalità e territorio.

Il prossimo appuntamento è previsto sul Lago Maggiore, il 26 giugno. Maggiori informazioni su Vette e Onde