CASE
Tribeca Residence

Affacciata sullo skyline di Manhattan, la casa dei fondatori di Studiotwentyseven nasce come un luogo ibrido, a metà tra residenza privata e galleria d’arte. In cui travertino, marmo, bronzo, rovere e superfici intonacate definiscono una palette tattile e raffinata

Nel quartiere di Tribeca, a Manhattan, la residenza di Nacho Polo e Robert Onuska occupa uno degli appartamenti progettati da Herzog & de Meuron all’interno dell’edificio noto come Jenga Building. Per i fondatori di Studiotwentyseven, galleria specializzata in collectible design con sede proprio di fronte all’edificio, questa casa non rappresenta soltanto un luogo in cui vivere, ma un’estensione naturale del loro universo creativo.

L’appartamento di circa 375 metri quadrati si configura come un ambiente curatoriale in cui architettura, pezzi di design e arte contemporanea convivono in un dialogo continuo. L’edificio progettato da Herzog & de Meuron prende forma attraverso una composizione di volumi vetrati sovrapposti che evocano una torre di blocchi impilati. Questo sistema genera ampie terrazze affacciate sullo skyline di Manhattan e sul fiume Hudson, oltre a garantire un abbondante afflusso di luce naturale all’interno.

“Quando cercavamo una casa a New York immaginavamo inizialmente qualcosa di più tradizionale”, racconta Nacho Polo. “Poi abbiamo scoperto questo appartamento e siamo stati conquistati dalla luce e dall’architettura. Abbiamo concepito la casa come un ambiente in cui arte, design e vita quotidiana convivono senza soluzione di continuità”.

L’isola della cucina, lunga quasi tre metri e caratterizzata da una forma curva, assume proporzioni monumentali e scultoree. Nel piccolo studio, un camino convesso addolcisce la geometria dell’ambiente, mentre una lampada realizzata su misura per l’ingresso si comporta come un segno luminoso sospeso nello spazio.

Nel living, un grande tappeto circolare soprannominato The Island organizza lo spazio senza delimitazioni rigide. Al di sopra, il lungo divano curvo disegnato da Pierre Augustin Rose accompagna lo sguardo lungo l’ambiente, mentre la scultura Time for Bed di Paola Pivi introduce una nota di blu elettrico che interrompe volutamente la palette neutra.

“Abbiamo cercato di mantenere un’atmosfera calma e misurata, quasi zen, introducendo però contrasti e accostamenti inattesi capaci di aggiungere una dimensione più poetica agli spazi”, osserva Polo.

Dopo il trasferimento nel 2019, la residenza è diventata il punto di partenza del percorso collezionistico della coppia. Tra le opere presenti figurano lavori di Rashid Johnson, George Condo, André Butzer, Ron Gorchov, Luis Arredondo, Elmgreen & Dragset e Paola Pivi. Nel soggiorno convivono opere contemporanee e pezzi di collectible design. Nella camera padronale un grande dipinto di André Butzer dialoga con il panorama urbano oltre le vetrate. Nello studio il dipinto Autolykos di Ron Gorchov riprende le curvature dell’architettura.

Travertino, marmo, bronzo, rovere francese e superfici intonacate costruiscono una palette tattile e raffinata. Nelle zone più private la residenza assume un carattere più raccolto. Lo studio domestico, rivestito in juta, introduce una dimensione quasi meditativa, mentre le tre terrazze proiettano gli interni verso la città e rafforzando il rapporto con la luce e il paesaggio urbano.

“La sfida principale consisteva nell’introdurre calore e intimità all’interno di una struttura molto aperta e minimale, senza compromettere l’architettura”, conclude Onuska.