In Messico, Van Van Atelier interpreta la pietra come elemento di progetto. Dando forma a un’architettura essenziale che intreccia memoria costruttiva, luce e paesaggio
A Tapalpa, tra le montagne boscose dello stato messicano di Jalisco, Van Van Atelier realizza 28.0855, una residenza che trasforma la materia in principio generatore dell’architettura. Il nome del progetto richiama infatti il peso atomico del silicio, elemento alla base della pietra naturale, dichiarando fin dall’inizio il ruolo di un materiale che non si limita a definire l’immagine dell’edificio, ma ne orienta il rapporto con il luogo e la costruzione dello spazio.
Inserita in un paesaggio segnato da grandi proprietà rurali, la casa rilegge un elemento tipico del territorio, i tradizionali muri in pietra, e lo trasforma in un dispositivo architettonico capace di organizzare percorsi e costruire una sequenza di ambienti aperti alla luce e alla vegetazione. I muri non sono semplici chiusure, ma presenze che accompagnano il movimento e definiscono la relazione con il paesaggio.
L’impianto si sviluppa attraverso una successione di spazi che alternano compressione e apertura. Cortili, giardini e specchi d’acqua scandiscono il percorso, trasformando l’abitare in un’esperienza lenta e contemplativa. L’architettura ricompone frammenti dell’ecosistema locale all’interno del proprio perimetro, dando forma a un paesaggio domestico raccolto e protetto.
Questa dimensione trova un ulteriore sviluppo nell’area benessere, ispirata agli onsen giapponesi. Un riferimento culturale importante, che guarda al modo in cui acqua, pietra e vegetazione concorrono a costruire un’atmosfera di quiete. L’esperienza dello spazio nasce così dalla continuità tra elementi naturali e architettura. Una sequenza di soglie invita a rallentare e a percepire il trascorrere del tempo durante la giornata.
La materia rafforza questa ricerca di essenzialità. La pietra locale, impiegata nei muri che definiscono il complesso, dialoga con superfici intonacate, cemento faccia a vista, legno e ampie vetrate. La palette cromatica, ridotta all’essenziale, mantiene costante il legame con il contesto montano. Le variazioni di tessitura, le ombre e il mutare della luce conferiscono ulteriore carattere agli ambienti.
Negli interni, gli arredi sono ridotti all’essenziale e lasciano che siano la materia e il paesaggio a definire l’identità degli spazi. Le superfici proseguono senza soluzione di continuità verso patii e terrazze, attenuando il confine tra interno ed esterno e rafforzando la sensazione di abitare un organismo unitario.
Con 28.0855, Van Van Atelier propone un’idea di abitare che si misura con il tempo. Lontana dall’ostentazione, la casa costruisce un equilibrio tra protezione e apertura, dando forma a un paesaggio interiore in cui architettura e natura diventano parte della stessa esperienza.