ARCHITETTURA
Casa in Val d’Itria

Tra i muretti a secco e gli ulivi della Valle d’Itria, Corsaro Architetti recupera i principi dell’abitare mediterraneo e li traduce in una sequenza di corti, volumi puri e superfici in pietra. Un’architettura introspettiva che affida alla luce, alla materia e al paesaggio il racconto della Puglia

Immersa nel paesaggio rurale delle campagne di Ostuni, Casa C, firmata da Corsaro Architetti, nasce come riflessione contemporanea sul tema della casa a corte mediterranea. Reinterpretata attraverso un linguaggio architettonico essenziale, materico e profondamente radicato nel territorio pugliese, l’abitazione si inserisce con discrezione nel contesto della Valle d’Itria. Un paesaggio segnato dalla presenza di muretti a secco, masserie, lamie e architetture vernacolari che da secoli instaurano un rapporto equilibrato tra costruito e natura.

La composizione si sviluppa attorno al principio della corte, elemento archetipico dell’abitare mediterraneo. Il fronte principale dell’edificio è definito da una quinta muraria in blocchi di tufo che protegge l’abitazione dalla strada e introduce a una prima corte d’ingresso caratterizzata da un frutteto. Questo spazio filtro genera una progressiva transizione tra l’esterno e la dimensione domestica, enfatizzando il senso di raccoglimento e introspezione.

L’impianto planimetrico si articola attraverso volumi puri e compatti che, frontalmente, restituiscono l’immagine di una massa introversa e protetta. Verso valle l’architettura si apre invece completamente al paesaggio. La casa si sviluppa su due ali distinte: una dedicata alla zona padronale e una riservata agli ospiti. Entrambe sono connesse dal grande spazio living centrale, concepito come fulcro della vita quotidiana.

La matericità di Casa C rappresenta uno degli elementi fondanti dell’intervento. Il corpo di fabbrica è realizzato in pietra calcarenitica locale, reinterpretata attraverso superfici contemporanee e una leggera scialbatura che uniforma l’insieme, proteggendo al contempo le facciate dagli agenti atmosferici. In alcuni punti la massa muraria viene smaterializzata mediante trafori, bassorilievi e smagliature tridimensionali. Così, durante il giorno la luce naturale filtra nei passaggi e trasforma l’edificio in una presenza luminosa diffusa nel paesaggio.

Il rapporto tra luce e materia è stato affrontato come parte integrante della composizione architettonica. Gli ambienti interni sono caratterizzati da una luce calda e morbida, studiata per essere assorbita dalla pietra senza generare riflessi invasivi, contribuendo a definire atmosfere intime e silenziose. Anche gli arredi e gli elementi su misura sono stati progettati ad hoc per l’abitazione, in continuità con il linguaggio architettonico.

Gli spazi esterni proseguono la stessa ricerca di integrazione paesaggistica. La piscina si inserisce nel terreno come un elemento quasi naturale, fondendosi visivamente con la valle circostante e amplificando la percezione del paesaggio. Il progetto del verde utilizza esclusivamente essenze autoctone mediterranee, selezionate per garantire continuità con la vegetazione spontanea del territorio.

Casa C interpreta così il tema dell’abitare contemporaneo attraverso una sintesi equilibrata tra memoria e astrazione, architettura e paesaggio. Un’abitazione che recupera i principi insediativi della cultura mediterranea per trasformarli in uno spazio essenziale, introspettivo e profondamente connesso con la natura e la luce della Puglia.