Brutalismo, materiali naturali, luce mediterranea. Così Adrián Bedoya e Víctor Abellán trasformano il cemento in un’esperienza abitativa calda e avvolgente
Il brutalismo incontra la luce del Mediterraneo in Ibiza Residence, la villa progettata da Adrián Bedoya e Víctor Abellán, founder dello studio WCP Ibiza. Realizzata nell’arco di tre anni, la casa nasce da un dialogo continuo tra progettisti, committenza e impresa costruttrice Bofibiza. L’obiettivo era creare un’architettura che non fosse un mero involucro, ma un’esperienza da vivere, nella quale struttura, materiali e arredi condividono lo stesso linguaggio.
L’edificio si radica nel paesaggio con una palette essenziale di cemento e legno. Pareti e soffitti conservano l’impronta delle casseforme lignee, lasciando al calcestruzzo una superficie ricca di sfumature. Il processo costruttivo non è nascosto, ma volutamente raccontato proprio attraverso le imperfezioni del getto.
A questo carattere rigoroso, industriale e artigianale insieme, si contrappongono le doghe verticali in legno che rivestono gran parte delle pareti. Introducono ritmo visivo, catturano e amplificano la luce che entra dalle grandi finestre, ma soprattutto suggeriscono una dimensione tattile che guida molte scelte progettuali e decorative. La stessa logica materica prosegue infatti con l’impiego di lana, lino, pietra e argilla, materiali selezionati non tanto per il loro effetto visivo, quanto per le sensazioni che restituiscono al tatto.
Gli interni, firmati da Studio Amal e Studio Ana Foster-Adams, addolciscono la severità dell’involucro architettonico. Nel soggiorno un grande divano modulare in bouclé, composto da elementi curvilinei, racconta il desiderio di un paesaggio domestico morbido, capace però di dialogare con la geometria ortogonale del cemento.
La presenza ricorrente di sedute dalle forme arrotondate richiama anche la tradizione organica del design scandinavo e italiano del Novecento, senza cadere però nella citazione letterale. A creare contrasti intervengono alcune icone del design, come la poltrona girevole LC7 di Le Corbusier e Charlotte Perriand nello studio, o la Wiggle Side Chair di Frank Gehry in una delle camere.
L’attenzione ai materiali si ritrova anche nei bagni, dove ogni ambiente sviluppa un’identità distinta. Le superfici rivestite in zellige valorizzano le irregolarità della ceramica artigianale attraverso riflessi cangianti; il bagno padronale lascia il cemento completamente a vista, accostandolo a un lavabo in travertino la cui porosità richiama quella delle pareti.
Più che affidarsi al contrasto tra brutalismo e comfort, Ibiza Residence costruisce un equilibrio sottile tra rigore e accoglienza. Ogni materiale conserva la propria identità, ogni superficie racconta il lavoro che l’ha generata e ogni elemento contribuisce a definire un’architettura in cui l’esperienza dello spazio nasce dalla continuità tra costruzione, materia e interior design.