A Polignano a Mare, lo studio M+T Architetti firma il restauro conservativo di Palazzo Cerere. Convertendo un edificio dell’Ottocento in una dimora contemporanea dedicata all’ospitalità
Varcata la soglia di pietra, il ritmo della città sfuma in un’atmosfera sospesa, dove materia e memoria instaurano un dialogo rigoroso. Nel cuore del quartiere murattiano – il “borgo nuovo” ideato nel XIX secolo da Gioacchino Murat al fine di espandere Polignano a Mare oltre le mura medievali -, lo studio M+T Architetti, fondato nel 2016 da Lucrezia Montalbò e Domenico Tanese, ha guidato l’opera di restauro conservativo e risanamento di un palazzo di fine Ottocento.
L’intervento non consisteva in una semplice conservazione edilizia, ma si configurava come un atto di riscoperta dell’identità architettonica del luogo. Nel rispetto della memoria materica e della sostenibilità del costruito, si è scelto di affrontare le sfide progettuali coniugando il consolidamento sismico e l’introduzione di sistemi energetici all’avanguardia con la tutela dell’autenticità.
“Il progetto è un omaggio alla figura che dà il nome alla strada che lo accoglie: Cerere, antica dea romana della terra e della fertilità, protettrice dei raccolti e simbolo di abbondanza”. Così ha spiegato il team di M+T, partito dall’obiettivo di valorizzare la luce e gli spazi interni dell’immobile, adeguando l’involucro preesistente alle esigenze abitative contemporanee.
La nobiltà delle facciate e gli accessi storici sono stati, dunque, ripristinati, integrando serramenti realizzati con un sistema a taglio termico. Se nel rimodernato Palazzo Cerere le superfici in pietra, i toni caldi, le volte a botte in tufo e i materiali naturali rimandano alla tradizione espressiva del Sud Italia, le aperture minimali in acciaio verniciato amplificano la luce naturale e la matericità dell’involucro originario, mentre superfici essenziali e tagli di luce led nascosti esaltano le texture delle pareti antiche.
Oggi Palazzo Cerere accoglie una serie di suite impreziosite da arredi eleganti e confortevoli. Inoltre, la struttura si estende a un terrazzo protetto da vetrate scorrevoli. Qui la scena è definita da una grande vasca idromassaggio circolare, incastonata in un’originale base a gradoni sfalsati in legno: una pedana che trasforma il supporto tecnico dell’impianto in una scultura capace di integrare l’elemento acqua nel linguaggio solido della materia.