MOSTRE
Giardini in mostra

A Milano, Spazio Leonardo ospita una mostra per raccontare dieci giardini di Anna Scaravella. Tra piante vive e fotografie di Matteo Carassale, un viaggio dal nord al sud Italia attraverso i paesaggi in cui natura e architettura si sfiorano, si mescolano, cambiano

Dal Nord al Sud Italia, dieci giardini raccontano un modo di progettare il paesaggio in cui il confine tra natura e architettura si fa sempre più sottile. È il percorso della mostra Tra Giardino e Paesaggio, dedicata alla paesaggista Anna Scaravella e ospitata da Spazio Leonardo – a Milano – dal 12 ottobre 2026 al 26 febbraio 2027.

Attraverso le fotografie di Matteo Carassale, l’esposizione racconta dieci progetti realizzati da Scaravella nel corso della sua ricerca trentennale. Giardini molto diversi per contesto e carattere, accomunati dalla volontà di instaurare un rapporto sostenibile e rispettoso con il territorio, il clima e le specie botaniche di ogni luogo.

Per Scaravella il giardino non nasce come esercizio puramente estetico, ma come atto di ascolto: un modo di leggere le condizioni del contesto prima di trasformarlo. Ne nasce un rapporto reciproco, in cui il giardino tende a sfumare nel paesaggio circostante e il paesaggio, a sua volta, a entrare nel giardino.

Tratte dall’omonimo volume Tra giardino e paesaggio, pubblicato da Rizzoli nel 2025, le fotografie di Carassale restituiscono una pluralità di scorci e panorami in una sequenza che attraversa l’Italia: dagli alberi ad alto fusto dei boschi della Pianura Padana alle praterie spontanee, dalle pergole e dagli ulivi del Centro Italia fino ai giardini “a secco” della Puglia.

A completare il percorso, accanto alle immagini, entrano nello spazio espositivo anche piante vive, selezionate da Scaravella in relazione ai contesti botanici descritti nel libro e adattate alla vita in interno. Fornite dal vivaista Valter Angeli, le piante diventano così parte dell’allestimento: presenze mutevoli che introducono nell’esposizione una dimensione temporale diversa da quella immobile della fotografia.

È questa duplice materia — fotografica e vegetale — a rendere la mostra un’esperienza, non solo una rappresentazione. Mentre le fotografie fissano frammenti di giardini esistenti, le piante continuano a crescere e a cambiare, modificando nel tempo la percezione dello spazio. Il giardino non viene quindi ricreato come scenografia, ma evocato come processo, organismo in divenire e forma di coabitazione tra natura e architettura.

Al centro della ricerca di Scaravella rimane allora una tensione, quella tra il gesto umano, che ordina e costruisce, e una natura che conserva una propria autonomia. Progettare significa stabilire un equilibrio, senza pretendere di controllarlo completamente. Anche per questo il giardino si fa soglia: non un luogo separato dal paesaggio, ma un modo per entrarvi in relazione.

La mostra di Spazio Leonardo porta questa riflessione dentro un ambiente quotidiano e la affida alla materia, alla fotografia e alla presenza concreta delle piante. Un invito a guardare il giardino non come un’immagine conclusa, ma come qualcosa che continua a cambiare, chiedendo tempo, cura e attenzione.