RETAIL
Love Isabelle

Per il concept store di Love Isabelle, Coffeyhallett costruisce un’atmosfera da lounge privata attraverso noce, radica, illuminazione vintage e arredi d’autore

A Manly, quartiere costiero di Sydney, Coffeyhallett firma il nuovo concept store di Love Isabelle, brand australiano di alta gioielleria. Per Madeleine Coffey e Taylor Hallett, fondatrici dello studio, il brief è stato insolito: immaginare una gioielleria come un bar di quartiere. Un luogo familiare, informale, dove fermarsi senza fretta. Con una differenza: al posto del vino, sul bancone arrivano diamanti.

Tradurre l’atmosfera di un locale in uno spazio dedicato al lusso richiede un delicato equilibrio. Coffeyhallett lo trova lavorando soprattutto sulla percezione dello spazio e sul modo in cui i gioielli vengono mostrati.

Il progetto ruota attorno a un bancone centrale, elemento che sottrae il negozio alla logica della classica gioielleria. Le vetrine lasciano spazio a cassetti integrati e display discreti, attraverso i quali i preziosi vengono scoperti poco alla volta. Il cliente non si trova davanti a un’esposizione da osservare, ma viene invitato a entrare in relazione con gli oggetti, in un’esperienza più curiosa, lenta e personale.

La palette materica punta sul calore del legno di noce, utilizzato in due tonalità, insieme alla radica per la falegnameria su misura. Una grande parete a specchio amplia lo spazio e moltiplica la luce, mentre l’illuminazione vintage contribuisce a spostare ulteriormente l’immaginario dalla gioielleria tradizionale verso quello di un’area lounge.

La Garbo R 300, lampada di Mariyo Yagi per Paradisoterrestre Edition, è una presenza scultorea ma morbida. Alle pareti, le applique vintage di Carlo Nason aggiungono una nota rétro, mentre una lampada da tavolo in vetro di Murano introduce un ulteriore elemento di matericità e colore. I tavolini Kira di Gervasoni e un pouf vintage completano l’arredo.

Il risultato è un interno sofisticato, ma non eccessivamente formale. Un luogo in cui il lusso non viene dichiarato, ma costruito attraverso proporzioni, texture, luce e dettagli. Per Coffeyhallett, il retail diventa così un’esperienza di hospitality. La vendita passa in secondo piano e lascia spazio all’accoglienza: si entra, ci si siede, si conversa e solo dopo si scoprono i gioielli. Una sequenza progettata per creare familiarità anziché distanza.