MARMOMAC 2026
Pietra viva

A Marmomac 2026, Davide Fabio Colaci e Joseph Grima riflettono sul ruolo e sul potenziale della pietra naturale. Tra interior e architettura, sfridi e intarsi, costruzioni vernacolari e sfide attuali

Per la sua sessantesima edizione Marmomac ha chiamato due personalità del design come Davide Fabio Colaci e Joseph Grima per interpretare la pietra naturale, tra passato e futuro. E gli esiti sono complementari.

Da un lato l’esplorazione dell’uso espressivo del marmo e della pietra naturale negli spazi interni attraverso 10 progetti – 5 storici e 5 contemporanei – riletti attraverso l’antica tecnica dell’intarsio.

Dall’altro una riflessione sulle nuove frontiere dell’architettura, indagando le costruzioni vernacolari della Lessinia, dove la pietra sembra rispondere alle sfide attuali del costruire.

Parte delle quattro mostre presentate nello spazio espositivo The Bedrock | Leading the Future of Natural Stone, i due progetti curatoriali restituiscono due visioni della pietra naturale intesa come materia viva. Sia come componente generativa dello spazio interno sia come materiale attivo, funzionale all’esigenze dell’architettura contemporanea attingendo a saperi e pratiche tradizionali.

Pezzi, schegge, intarsi, forme irregolari contenute. Studio, misura, grazia. La delicata e raffinata mostra Marble Interiors indaga il ruolo della pietra naturale nell’architettura degli interni osservando come una superficie possa definire lo spazio modificandone la percezione.

Colaci mette in dialogo dieci progetti realizzati tra il 1953 e il 2022 – dai lavori di Gio Ponti, Adolf Loos, BBPR, Aldo Rossi ed Ettore Sottsassfino alle esperienze contemporanee di Francisco Alonso, Bovenbouw Architectuur, Henrik Becker, Marcante Testa e Fala Atelier – e li rilegge attraverso la logica compositiva dell’intarsio.

Frammenti, sfridi e parti residue di lastre di produzione vengono utilizzati per costruire disegni su un pavimento-installazione che diventa un archivio di superfici e lavorazioni in grado di restituire una nuova chiave di lettura dei singoli lavori.

Il percorso proposto da On Stone – Learning from Lessinia, ideato da Joseph Grima e Space Caviar, porta invece nella vasta regione del Veronese.

Qui, ogni parte dell’abitazione – dalla copertura agli spazi interni – è composta da un unico materiale: la pietra locale. Una visione che, sulla base di conoscenze tramandate nel tempo, suggerisce nuove prospettive sull’impiego del materiale lapideo nella progettazione del futuro.

La scomposizione di una tipica dimora vernacolare della Lessinia restituisce al visitatore l’architettura di ciascun elemento. Tetti, pareti, porte, finestre, scale e recinzioni diventano parti di un unico linguaggio costruttivo autoctono capace di rivelare la funzione strutturale e la cultura costruttiva sottesa.

Accanto a questo racconto, On Stone presenta una selezione di case study internazionali. La pietra non viene quindi percepita come una reliquia del passato, ma come materiale attivo il cui linguaggio architettonico continua a evolversi. Un materiale al centro del dibattito per trovare soluzioni – consapevoli e durevoli – in grado di fronteggiare le nuove sfide imposte dal cambiamento climatico.