Il tempo come ideale di contemporaneità e un intenso colore rosso mattone come cifra stilistica nel nuovo interno progettato a Firenze dallo studio Q-bic di Luca e Marco Baldini
Nel cuore di San Niccolò, uno dei quartieri storici di Firenze, lo studio Q-bic di Luca e Marco Baldini firma uno dei suoi ultimi progetti residenziali. Un progetto in un edificio storico, per il quale lo studio ha saputo sviluppare un linguaggio in cui la ricerca del contemporaneo si è confrontata con la dimensione – apparentemente immateriale – del tempo che segna e abita gli spazi. Come spiega Luca Baldini. “Il tempo è diventato il nostro ideale di contemporaneità. Andare a grattare le superfici esistenti, ritrovare strati di vissuto e farli rivivere nel contrasto con colori, materiali e arredi contemporanei, vintage e industriali è diventato parte della nostra cifra stilistica”.
Un mix suggestivo e dinamico, talvolta ruvido e scabro, mai casuale. Ogni dettaglio è studiato, in una conversazione sempre aperta alle sperimentazioni, sovrapposizioni, che rende i loro spazi attuali, dinamici, vitali, desiderati. L’appartamento in San Niccolò, situato sotto Piazzale Michelangelo e a pochi metri dal Lungarno Serristori, è stato progettato per Benedetta Baldi e Marco Galletti, che opera nel campo degli investimenti immobiliari, con cui Q-bic ha realizzato vari progetti e recentemente l’hotel RE Versiliana.
La coppia abita sulle colline nei dintorni di Firenze e desiderava un nuovo e piccolo appartamento in centro. La casa aveva già subito vari interventi di ristrutturazione; serviva integrare e ricucire con quanto già era stato fatto, per contenere tempi e costi. Il desiderio era creare una dimensione domestica e confortevole che mantenesse le preesistenze e al tempo stesso, che fosse contemporanea, leggera e valorizzasse la luce.
Oggi pochi segni geometrici, puliti e rigorosi, caratterizzano l’ambiente. Poi è il colore ad assumere un ruolo architettonico, non solo decorativo: lo spazio si unifica e si dilata, le scale si integrano e i soppalchi amplificano la dimensione – e la percezione – degli ambienti, con le grandi altezze recuperate grazie alla demolizione dei vecchi controsoffitti. Le pareti originarie hanno restituito strati di pitture, con giochi di colore, fra cui un rosso mattone caldo, molto simile al pavimento a scacchi del living, scelto dallo studio come base su cui creare il racconto.
Un fil rouge che unisce gli ambienti, e un gioco cromatico affidato a pochi elementi. “Il corridoio di ingresso – racconta Marco Baldini – è stato pensato come un cannocchiale visivo, un tunnel color mattone, dove pareti e pavimento si fondono. Un colpo d’occhio sulla casa e sulla sua storia”.
La cucina è il primo ambiente ed è collegata sia al living che a una suggestiva corte interna, affacciata sui giardini che guardano sulla via dei bastioni. Qui le pareti scrostate, l’originale pavimento in cotto e il soffitto in travi di legno e pianelle trattate per un effetto delabrè, vivono nel contrasto con la cucina industriale in acciaio cromato e il tavolo, sempre in ferro, su disegno Q-bic, dal sapore vintage-industriale.
Il living, con il pavimento a rombi bianchi e mattone, ha un’altezza importante ed è caratterizzato dalla matericità del colore che delimita la zona soppalcata attrezzata a camera. Gli arredi su misura sono inglobati nell’architettura, monocromatici, mentre pochi arredi vintage dialogano con le stratificazioni delle superfici. L’assenza di un corridoio fa sì che gli ambienti siano concatenati come in un gioco di scatole cinesi, da un ambiente si svela il successivo.
Nelle camere regna l’essenzialità: armadiature a vista, realizzate con semplici appenderie in tubolare metallico e ripiani in legno che delimitano lo spazio e, all’occorrenza, si trasformano in ampi vani per gli abiti o in una comoda panca su cui sedersi o riporre libri. Ciò che è nuovo è colore, unico, forte e dichiarato, che vive nel contrasto con le preesistenze e la memoria della casa.
Questo articolo è estratto da The Book 33. Sfoglia il magazine