CASE
Fluida e luminosa

A Madrid, lo studio Burondo trasforma un’abitazione d’epoca in uno spazio fluido e luminoso. Dalle colonne in ghisa originarie ai toni neutri delle pareti a calce, il progetto valorizza la struttura storica scegliendo uno stile minimalista caldo e sensuale

Progettare attraverso la penombra, trasformando l’oscurità e la materia in strumenti di definizione spaziale. È questo il cardine dell’intervento di Burondo su una residenza storica situata nel quartiere madrileno di Chamberí. 

Le fondatrici dello studio, Isabel e Beatriz Blanco, hanno affrontato l’immobile ottocentesco evitando sia un approccio meramente filologico, sia una modernizzazione eccessiva. Le due sorelle hanno optato, semmai, per la via del contrasto calibrato tra memoria architettonica ed essenzialità contemporanea.

Sul piano distributivo, questa visione si traduce in una planimetria che si sviluppa secondo un flusso organico e continuo, riducendo al minimo la presenza di corridoi per favorire la percezione dell’ampiezza. Il nuovo layout incorpora elementi d’epoca – come murature portanti e sottili colonne in ghisa – senza intaccarne l’identità originaria e finendo, anzi, per valorizzarli.

Il carattere dell’abitazione si fonda anche su uno studio accurato della palette cromatica. Uno sfondo declinato sui toni del beige e del bianco sporco unifica le superfici, affidando alla luce naturale e artificiale il compito di modellare i volumi. 

Le pareti trattate a calce presentano una finitura irregolare che assorbe la luminosità creando variazioni d’ombra sempre differenti. A terra, il parquet in rovere a spina di pesce è proposto con proporzioni più ampie e una patina opaca che ammorbidisce la trama del legno.

Negli ambienti di servizio e funzionali, la tavolozza dei materiali si fa più incisiva e – nell’ambito di un progetto che vuole trasmettere calma e tranquillità – non rinuncia a contrasti anche decisi. 

Un esempio arriva dalla cucina, il cuore della casa: qui è centrale il dialogo visivo tra il piano di lavoro in marmo Calacatta dalle venature pronunciate e delle armadiature in acciaio con finitura in ottone scuro che riflettono la luce esterna, amplificando la percezione dello spazio.

Qualcosa di simile accade nel bagno principale, dove un lavabo in rovere si accosta a mobili con ante rivestite in rafia ed elementi integrati che mantengono pulita la geometria della stanza. Mentre nelle camere da letto diventa fondamentale il collegamento con la zona giorno tramite porte scorrevoli: un dettaglio che permette di modulare il grado di apertura o di isolamento in base alle esigenze di riservatezza.

Il concept del progetto trova la sua espressione più chiara nel corridoio a volta centrale. Questo passaggio accetta la penombra come principio compositivo: a dimostrazione di come l’ombra possa plasmare l’atmosfera di un interno con la stessa forza della luce.