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Spazi di contemplazione

Un luogo per fermarsi, osservare, ascoltare. A Quanzhou, un vecchio terminal degli autobus rinasce come centro per la contemplazione nel paesaggio del Qingshuiyan Ancestral Hall

Nell’area panoramica del Qingshuiyan Ancestral Hall, il millenario tempio di Anxi, Quanzhou, un vecchio terminal degli autobus torna a vivere come struttura di supporto al sito religioso. Xiamen Pan-China • RESP Studio lo ha recuperato e trasformato nel Qing Shui Meditation Retreat Center, un complesso con sala da tè, ristorante vegetariano e aree di sosta al servizio dei visitatori.

Intorno al terminal c’erano una piazza aperta, affioramenti rocciosi, sentieri coperti di muschio e vegetazione. La regola è stata conservare ogni albero esistente. L’antico banyan al centro del sito diventa così il principale riferimento per la distribuzione degli ambienti. Parte delle funzioni viene invece collocata sotto il livello del terreno, seguendo il pendio e riducendo la presenza dell’edificio nel paesaggio.

L’ingresso principale si trova al primo livello e si apre sulla piazza. Da qui si accede alla sala da tè, che guarda a sud verso un cortile, e a nord verso le chiome degli alberi.

Nell’interrato si trova invece il ristorante vegetariano al quale si accede attraverso un passaggio tra pietre e acqua corrente che introduce un’atmosfera intima, quasi ipogea. Di fronte, una grande sala inquadra le ombre degli alberi e le montagne lontane. Un corridoio di servizio attraversa il bosco e raggiunge una struttura già esistente, convertita in cucina.

Il secondo piano assume un carattere più privato. A est, una terrazza si estende verso il bosco; a ovest, la vista si apre verso il Qingshuiyan Ancestral Hall. La configurazione di questo livello riprende inoltre alcuni caratteri spaziali del santuario: il tetto in legno viene mantenuto basso nelle aree comuni, mentre si solleva entrando nelle stanze, articolandosi in falde singole sfalsate. Anche il percorso verso la terrazza passa attraverso una porzione ribassata, per poi aprirsi una volta raggiunta la quota superiore.

Gli interni prendono spunto dagli ambienti contemplativi e sinuosi del santuario, simili a grotte, e da quelli degli edifici fortificati tradizionali del Minnan. Ne risulta una sequenza che alterna passaggi stretti e spazi ampi.

I materiali – pietra locale, calcestruzzo a vista, mattoni rossi e legno – sono tutti legati alla tradizione costruttiva locale. Nella facciata, uniforme, sono inseriti mattoni di vetro che illuminano le pareti interne con una luce morbida e calda.