RESORT
Domaine de Chalamon

Si sente il profumo della campagna nel bucolico Domaine de Chalamon, in Provenza. Un antico borgo che Alexandre Lafourcade ha trasformato in struttura ricettiva

Un lungo viale con platani secolari segna l’ingresso al Domaine de Chalamon, a Saint-Rémy-de-Provence. Immerso in un parco di 15 ettari, l’hôtel de charme appartiene alla collezione Domaine de Fontenille di proprietà di Frédéric Biousse e Guillaume Foucher, il cui ampio portafoglio comprende nove strutture uniche sparse tra la Francia, l’Italia e le Baleari.

Il Domaine de Chalamon è un’antica bastide del XVI secolo. Con la sua facciata intonacata di ocra chiaro, le persiane verde pallido, il tetto in tegole di terracotta e le stanze silenziose, questa imponente residenza ricorda le case dipinte da Cézanne. E il rimando all’arte non è solo visivo, perché l’albergo si trova a poca distanza da Arles, raggiungibile in bicicletta, e da Avignone, città amate dagli Impressionisti e dai Post-Impressionisti.

Tra i punti di forza del Domaine de Chalamon ci sono gli impressionanti giardini, divisi in sei aree ognuna con una propria personalità ben definita. Prati ordinati, spianate di cipressi, uliveti e percorsi affiancati da piccoli ruscelli che rendono tutto più fresco sono il fiore all’occhiello della struttura, corredata anche da una piscina con deck in cotto e campi da tennis privati.

Sottolineano i proprietari: “Entrambi proveniamo da famiglie di agricoltori. Abbiamo un rapporto molto forte con la terra. Ci siamo innamorati di questa casa nel cuore di una natura selvaggia ma disciplinata. Situata ai piedi delle Alpilles, Chalamon può essere il punto di partenza per escursioni in bicicletta o per passeggiate verso un aspro massiccio calcareo che un tempo affascinava Van Gogh. I giardini sono notevoli; si può passeggiare in qualsiasi momento della giornata, godendo dell’ombra delle querce verdi o perdendosi nei magnifici labirinti di bossi”.

Gli interni, firmati da Alexandre Lafourcade – responsabile anche del restauro degli edifici – sono colorati e leggeri, in contrapposizione con gli esterni austeri e ruvidi della bastide. “Dietro le mura di pietra abbiamo sentito l’esigenza austera di creare un ambienti luminosi”, dichiarano Biousse e Foucher. Verde-celeste e rosa sbiadito sono le delicate nuance scelte per i salotti, abitati da divani in lino e protetti da preziose tende in tessuto Pierre Frey. Completano l’arredo sedie in vimini, lampade in vetro eteree e i vasi di Paola Paronetto.

All’insegna del comfort tutte le camere, ampie almeno 30 metri quadrati, con soffitti alti e pavimenti in legno o cotto. Le pareti bianche sono ravvivate da pezzi in tonalità pastello e materiali naturali, con inaspettate incursioni nel mood botanico britannico con carte da parati dell’artista naturalista Stéphanie Montaigu e acquerelli floreali di Rosanna Morris e Flora Roberts.