Un’ispirazione fuori dagli schemi si traduce in un’esplorazione spaziale e sensoriale aperta a nuove dimensioni percettive. L’Enishi Resort Villa fonde elementi organici e rigore materico in una complessità che riflette quella degli organismi viventi
Originale e sorprendente. Sono i due aggettivi che meglio definiscono Enishi Resort Villa, un intimo hotel sull’isola di Penghu, parte di un arcipelago a sud-ovest di Taiwan che offre ai suoi ospiti non solo il fascino dei paesaggi mozzafiato che caratterizzano la regione ma soprattutto un’esperienza di soggiorno capace di toccare corde emozionali profonde.
Il suo massiccio ed essenziale volume in calcestruzzo, che sembra sorgere dal terreno come una formazione rocciosa, avvolge infatti interni complessi e articolati, difficilmente immaginabili dall’esterno, frutto di un progetto corale firmato da A.S.Studio, Atelier Kai Architects, Atelier Share, Chiasma Factory e N Maeda Atelier. I quali, per concepire le forme dei due elementi principali che ne definiscono gli spazi – le piastre in calcestruzzo dei diversi livelli e i cavedi che li attraversano –, hanno scelto di ispirarsi a un elemento davvero sorprendente, il tracciato degli encefalogrammi di committente e progettisti.
Una scelta in apparenza bizzarra o magari frutto della ricerca della soluzione a effetto, ma che in realtà è figlia di un percorso di ricerca inaugurato dal team di progettazione per superare i vincoli delle tradizionali pratiche di interior planning ed esplorare nuove dimensioni spaziali e sensoriali. Quattro livelli, attraversati da un corpo scala metallico le cui linee riprendono l’andamento irregolare delle strutture, ospitano oltre alle camere e a spazi comuni aperti un coffee shop, un ristorante e un rooftop aperto destinato a incontri ed eventi.
L’esito è una combinazione decisamente originale di vuoti e pieni, luci e volumi che, sottolineata dalla grezza materialità del calcestruzzo, forma un unicum coerente riflettendo al tempo stesso la complessità di un organismo vivente. Il mix di questi elementi compone un ecosistema confortevole, scenograficamente valorizzato dall’alternarsi di luci e ombre, la cui particolare combinazione di elementi architettonici sfuma il confine tra spazi pubblici e privati stimolando anche la dimensione relazionale del soggiorno.
Quest’ultimo aspetto è in effetti il protagonista assoluto di un’esperienza che lascia poco spazio ai tradizionali canoni dell’ospitalità, in cui tutto – arredi compresi – è ridotto a una scarna essenzialità ed è piuttosto pensato per essere uno scenario in cui semplicemente, le cose accadono. Proprio come in un organismo vivente.
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