CASE
Mayfair residence

Un appartamento ristrutturato in uno dei quartieri più esclusivi di Londra. Nato da ispirazioni alte e da una ricerca estetica raffinatissima

Lussuoso quartiere confinante con Hyde Park, Mayfair è una zona esclusiva in cui boutique di alta moda si alternano a hotel di lusso e a residenze signorili, soprattutto di epoca vittoriana. È in questo contesto che Child Studio ha ristrutturato l’appartamento di un albergatore e ristoratore londinese fondendo ricerca e classicità, con un occhio particolare all’arte del ricevere e a spazi per cenare, ospitare feste, intrattenere.

Nascosta in un cortile, la casa si sviluppa su una pianta rettangolare. Originariamente un open space, è stata divisa internamente con l’uso di arredi e setti. I due lucernai a nastro dei lati lunghi portano la luce negli interni, che sono stati frazionati proprio prestando attenzione alle finestre.

“L’ispirazione per questo progetto è venuta dal Grand Salon di Yves Saint Laurent in Rue de Babylone a Parigi. Ci interessava trovare un linguaggio di design autentico per questo progetto, bilanciando i riferimenti all’Art Déco con il modernismo degli Anni 60 e 70”, commentano i designer di Child Studio, Che Huang e Alexy Kos. “L’ampio soggiorno è uno spazio sociale dove gli ospiti possono riunirsi in un ambiente caldo e rilassato. Qui abbiamo assemblato un mix di mobili da collezione del XX secolo, integrati da una collezione eclettica di sculture, cimeli e libri d’arte, che contribuiscono a creare un’atmosfera rilassata e vissuta”.

La componente tattile è parte fondamentale del progetto, in cui pezzi ricercati si fondono con arredi di produzione moderna. Il centro di tutto è il soggiorno con il camino curvo realizzato in gesso. Continuano i progettisti: “Delicate lampade in carta giapponese di Ingo Maurer sono appollaiate su tavolini in marmo bianco Calacatta Viola. Reperti antichi della metà del secolo scorso, come la poltrona lounge Pernilla di Bruno Mathsson, la lampada da terra Caprani in legno curvato e le poltrone in pelle del maestro danese Kristian Vedel, sono disposti intorno al grande tavolino asimmetrico in legno d’acero, che abbiamo progettato apposta per abbinarsi al tono caldo degli iconici paraventi pieghevoli firmati dai coniugi Eames”.

La zona pranzo è separata dalla cucina con una parete in vetrocemento, un elemento moderno che nonostante la forte estetica si amalgama magicamente all’insieme. “La tavolozza dei materiali di questa stanza trae ispirazione dalla modernista Villa Muller di Adolf Loos”, sottolineano i progettisti. “La combinazione di legno scuro di mogano, marmo e tappezzeria verde è così chic, ma allo stesso tempo calda e senza pretese. Le sedie da pranzo in velluto di Charlotte Perriand sono abbinate a al Uchiwa di Ingo Maurer. Abbiamo disegnato il tavolo rotondo in acero e lo abbiamo abbinato a uno dei nostri tappeti ispirati al Bauhaus”.

Ritirato, riparato, intimo, lo studio è colmo dell’eclettica collezione di sculture, oggetti, libri e opere d’arte del proprietario. Ci sono litografie antiche di George Braque, Jean Cocteau e Karel Appel, fotografie di Guy Bourdin e Man Ray. “C’è un sottile cambiamento di atmosfera tra la spaziosa lounge e le stanze adiacenti più intime”, concludono i progettisti. “Ma l’intero ambiente è unificato dai dettagli artigianali in legno e dalla calda materialità”.