È un trionfo di arte e design l’appartamento ristrutturato dalla collezionista Amélie du Chalard
a Parigi, nello stesso edificio che ospita la galleria Amélie Maison d’Art da lei fondata nel 2015
È un trionfo di arte e design l’appartamento ristrutturato dalla collezionista francese Amélie du Chalard a Parigi, nello stesso edificio che ospita la galleria Amélie Maison d’Art da lei fondata nel 2015. Un tempo quello che oggi si presenta come un moderno loft era una biblioteca privata poi trasformata, negli Anni 60, in studio artistico. Amélie ne ha fatto la propria casa, dove vive con marito e figli: una casa che ha reso speciale riempiendola di quadri, sculture, fotografie, ceramiche e plasmando un’armoniosa miscela di arredi vintage e contemporanei.
L’ambiente principale è un open space con soffitti alti nove metri, luminosissimo grazie al tetto in vetro e a finestre a tutta altezza su una parete. Qui il divano Extrasoft in pelle di Piero Lissoni per Living Divani scalda l’atmosfera con i suoi moduli color terracotta disposti su un tappeto persiano, davanti a una tenda del belga Jean Duruisseau, un’autentica opera d’arte ottenuta dipingendo con pigmenti minerali su tele di lino. Accanto sfilano una coppia di tavolini bassi di Pierre Augustin Rose con base in rovere e piano laccato bianco, una sedia in legno di Sergio Rodriquez, un’iconica lounge in stile coloniale del danese Hans Wegner e una sinuosa chauffeuse in fibrocemento e cellulosa dello svizzero Willy Guhl, ottimo esempio di equilibrio tra robustezza materica e leggerezza della forma.
Tutti questi elementi si integrano alla perfezione nell’involucro elegantemente semplice voluto dalla proprietaria dell’abitazione, che in questo ampio locale a pianta aperta, con a terra uno strato di resina greige, ha nascosto il televisore dietro a una delle opere esposte, aggiunto una mensola bassa lungo la parete con finestre ricavandone un punto d’appoggio e al tempo stesso un ornamento estetico e collocato la cucina a isola con frontali in ferro brunito, rubinetti in rame, tavolo in pietra Paloma proveniente dall’Italia, sedie su misura di un ebanista siciliano e lampade a sospensione in vetro dalle forme organiche fabbricate a Murano per Bocci.
Su questo lato del loft si possono notare delle porte scorrevoli in midollino progettate appositamente da Batiik, lo studio di architettura che ha collaborato con Amélie du Chalard per la messa a punto degli interni: lì dietro la gallerista parigina, alle spalle un passato nella finanza, ha approntato una dispensa per elettrodomestici e simili e una delle stanze da letto.
Il contesto è quello di un appartamento arioso, dove ogni dettaglio sa di creatività, vedi le nicchie non profonde e in varie sagome sia squadrate sia curvilinee su uno dei muri, sfruttate a mo’ di cornici. Per rinnovarlo ci sono voluti otto mesi, l’aspetto e la disposizione precedenti erano molto diversi. Tra le altre cose sono stati rimossi elementi francesi classici come le porte modanate ed è stata inserita ex novo una scala metallica bianca, dal gusto essenziale, per collegare i diversi livelli, dunque il living multifunzionale, la galleria sottostante e la zona notte rialzata, quest’ultima impreziosita con un pavimento in cotto fatto di mattonelle disegnate da Cristina Celestino per Fornace Brioni.
Riuscito l’intento di fondere inventiva, praticità e comfort: lo dimostra bene la camera da letto principale dotata di parete attrezzata con armadi e porte scorrevoli, affacciata su un’accogliente terrazza con pedana in parquet, sdraio, tavolo metallico e altre sedute scultoree di Guhl all’ombra di un grande ulivo.