CASE
The Soke

Colori tenui, arredi vintage e dettagli architettonici essenziali definiscono il centro per la salute mentale londinese The Soke. Un progetto dello studio Covet & Noir che mira a creare uno spazio rilassante e confortevole per i pazienti

Architettura e design possono far bene alla mente? Sicuramente possono contribuire a forgiare ambienti rilassanti, in grado di trasmettere calma e un senso di pace. Parte da questa premessa l’idea di Maryam Meddin, amministratrice delegata della clinica privata per la salute mentale The Soke, nel quartiere londinese di Chelsea, di affidare la messa a punto degli interni allo studio Covet & Noir. Con un intento preciso: dare vita a spazi ospitali e accoglienti come case, caratterizzati da un clima famigliare, in cui al superamento della de-stigmatizzazione del disagio psichico promossa da decenni in questo settore corrisponda il giusto ambiente terapeutico.

Il risultato è un progetto basato sulla combinazione di un essenziale stile industriale con elementi e materiali di design più sofisticati e in linea con il gusto di oggi. L’idea era di modellare un’atmosfera sobria e senza fronzoli, ma al tempo stesso calda e invitante, ed è proprio andando in questa direzione che Maria Lindgren e Adele Lonergan, le fondatrici di Covet & Noir, affiancate dal team di costruzione Warr+Webb e attingendo alla loro esperienza nel residenziale, hanno scelto come prima cosa di trattare le pareti di The Soke con una texture gessosa, utilizzando un calcare naturale che con il trascorrere del tempo non potrà che migliorare la sua patina.

Si è cosi ottenuto lo sfondo morbido, sfumato, per “uno spazio perfettamente imperfetto”, raffinato e ordinato, ma non freddo, completato da un pavimento in listoni di quercia trattati con fumo e olio per creare una nuance grigio-azzurro chiara. Pavimento presente in tutti i cinque piani dell’edificio, inclusa la scala esteticamente semplice, ma elegante, che conduce fino alle dieci stanze destinate ai trattamenti e ai servizi di consulenza, supporto e cura offerti da professionisti quali psichiatri e psicologi. 

Ciascuno di questi locali presenta un sapiente mix di sedute, con classici in pelle di varie epoche accostati a divani contemporanei e poltrone imbottite, oltre che a tappeti antichi tinti per dare un tocco di colore. Al tutto si aggiungono le cosiddette “quiet room” o “stanze del silenzio”, che con le loro luci soffuse e le pesanti tende in lino oscuranti sono pensate per gli assistiti che dopo la seduta hanno bisogno di concedersi un po’ di tempo in solitudine per ricaricarsi indisturbati, lontani da ogni distrazione.

Qui le protagoniste sono lounge chair in pelle intrecciata del marchio danese Encoded, che nell’istituto si accosta ad altri brand nordici, vedi il comodo divano bianco Mogens Hansen e i cuscini in tessuti Tibor che fanno della reception/sala d’attesa all’ingresso, impreziosita da opere d’arte, una sorta di salotto urbano informale, ma curato in ogni dettaglio per infondere sicurezza e protezione, con tanto di librerie in frassino nero targate Livrest.

La tavolozza di colori tenui e neutri, i materiali naturali, l’importanza attribuita alla tattilità, l’abbondanza di luce solare, le aperture ad arco, la ricerca di un’armonia spaziale e decorativa sono i principi chiave di progetto arricchito da elementi architettonici in acciaio annerito come le porte sovradimensionate su misura e una trave originale lasciata a vista.