CASE
Heritage contemporaneo

Nel centro storico di Faenza, una coppia di interior consultant trasforma un antico spazio nobiliare in un appartamento bilanciato da un’energica impronta contemporanea. Ma nel rispetto delle origini e della storia

Ci troviamo nelle vie del centro storico di Faenza, accolti dall’atmosfera gentile di una città rinomata per la tradizione ceramica, dove la vita è ancora scandita da ritmi a misura d’uomo, fra piccole botteghe artigiane e antichi palazzi. Paolo Massari e Pietro di Pisa ci accolgono nel loro appartamento, 110 metri quadrati di pura eleganza situati al primo piano di un palazzo ottocentesco. Un profumo inebriante e del tutto inedito pervade gli ambienti, rivelando attraverso l’olfatto ancor prima che tramite la vista lo stile di vita di due persone che hanno scelto un contesto antico per enfatizzare un gusto fortemente contemporaneo.

Coppia nella vita e nel lavoro, Paolo e Pietro hanno rilevato lo spazio inconsapevoli del fatto che questo progetto si sarebbe rivelato il banco di prova per la loro attuale professione di interior consultant. Prima di questa radicale svolta Paolo lavorava come regista teatrale conducendo una vita girovaga, mentre Pietro vanta un passato di stilista per alcune delle più prestigiose case di moda italiane. Ed è così che – come spesso accade a chi opera in ambito creativo – inaspettatamente si aprono le porte a scenari che fino a quel momento parevano impensabili.

“Ricordiamo che, entrando per la prima volta in questa casa, subito gli ambienti si rivelarono completamente alterati rispetto ai volumi originari, con una serie di tramezzi, sovrastrutture e interventi post bellici che ne avevano snaturato l’originario splendore. Ma l’istinto ci diceva che quella sarebbe diventata la nostra casa: l’occhio attento e un pizzico di sana follia hanno fatto il resto”.

Il primo intervento di ripristino coordinato dall’architetto Gian Luca Zoli nel 2005 fu appunto mirato a riportare ogni ambiente nella direzione del proprio volume originario, forzando la mano solo in quella che oggi è la sala d’ingresso, dove i proprietari decisero di rinunciare a una stanza per privilegiare l’impatto visivo di un ambiente unico con doppia esposizione. Nell’abbattere i tramezzi emersero meravigliosi decori umbertini a fascia e dopo una serie di delicati interventi di rimozione degli strati di vernice fecero capolino anche quelli agli angoli e al centro di ogni soffitto.

La forte valenza storica degli spazi doveva a questo punto essere bilanciata da un’energica impronta contemporanea: “Dopo aver verificato che la pavimentazione originaria era stata definitivamente compromessa”, spiega Paolo “abbiamo optato per un rivestimento a pavimento in resina grigio-verde, in perfetta sintonia con le cromie preesistenti. Una volta individuata la nuance, con questa abbiamo creato dei segmenti a parete nei punti dove era assente il colore originario, quasi a creare un contrappunto fra due epoche storiche”.

Ogni stanza rappresenta un mondo a sé e la scelta degli arredi si adegua da sempre all’onda del ‘sentire’: in media ogni tre anni l’appartamento viene colonizzato da nuovi arredi e complementi e a ogni passaggio qualcosa resta e molto se ne va. Allo stato attuale l’abitazione risplende di un ricercato mix legato all’utilizzo dei metalli, un mood caratterizzato da un senso di leggera austerità che dialoga perfettamente con la natura storica degli spazi. “Questo perpetuo rinnovamento del nostro modo di abitare riflette in pieno la nostra curiosità e la nostra personale ricerca del bello. È sull’onda di tutto questo che abbiamo aperto i battenti di DEC Design e casa, uno spazio ibrido tra ricerca e consulenza, votato al design storico e non, dove si concretizza la nostra visione dell’abitare. Il resto è ovviamente in divenire…”.