In un angolo incontaminato dell’isola di Minorca, una vecchia fattoria ristrutturata è oggi un agriturismo ecosostenibile. Un invito a riconnettersi con la natura e con il proprio sé
Sostenibilità ambientale e autosufficienza energetica erano due dei criteri da soddisfare, quando lo studio francese Atelier Du Pont si è messo al lavoro sulla progettazione della Son Blanc Farmhouse di Alaior, sull’isola di Minorca, nell’arcipelago delle Baleari.
Missione compiuta: gli architetti Anne-Cécile Comar e Philippe Croisier, che con il loro team hanno accumulato esperienze nell’allestimento di hotel, uffici, case, boutique, ristoranti, senza dimenticare la sede dell’Agenzia Spaziale Europea a Parigi, hanno ristrutturato e ampliato una vecchia ‘finca’ – proprietà terriera –, dotandola di pannelli fotovoltaici sui tetti e nei campi circostanti, nonché di cisterne sotterranee per la raccolta di acqua piovana e di un impianto di trattamento delle acque reflue.
Situata su un terreno di 130 ettari e attorniata da specie endemiche di ulivi, pini selvatici e mandorli in un angolo di natura pressoché incontaminata, quella che un tempo era una fattoria è stata così riconvertita e trasformata in un agriturismo che è un esemplare di architettura ecologica.
Non solo: da Son Blanc, dove ogni camera vanta spazi esterni privati quali terrazzi, giardini, balconi, e dove non mancano un giardino aromatico e una piscina scavata nella roccia, tutto risponde al bisogno di riscoprire un ritmo di vita lento, nutrito dalla gioia per le piccole cose, a stretto contatto con la flora e la fauna, e non privo di un afflato comunitario che puntando sull’economia circolare – il cibo è prodotto in loco – guardi al futuro, senza dimenticare le tradizioni.
Questi i principi che l’Atelier du Pont ha tradotto in un approccio volto a preservare la struttura originaria della finca, risalente al XIX secolo, mettendo in risalto volte e archi anche negli ambienti interni, facendo dialogare tali elementi con arredi e oggetti realizzati su misura da artigiani catalani, tratteggiando una mise en scène essenziale proprio allo scopo di valorizzare l’involucro architettonico e la sua storia.
Tutto ciò prendendo il paesaggio come fonte d’ispirazione e, dunque, prediligendo forme organiche, linee morbide, pareti curve modellate ad hoc, e combinando una palette di toni sabbiosi con materiali locali come pietra marés – arenaria tipica delle Baleari –, legno di ulivo selvatico e argilla, lasciati per lo più grezzi, in sintonia con il passato dell’edificio.
Frutto di questi interventi è un’atmosfera rustica e al contempo ricercata che si rivela sin dalle aree comuni – reception, ristorante, sala wellness –, con le travi in legno che si intrecciano sul soffitto, una scala scultorea che con la sua sagoma sinuosa rompe la geometria dello spazio, uno studio yoga con ciuffi di fieno appesi ai muri.