Vincent Van Duysen Architects firma B Residence. Uno spazio abitativo dalle molte anime, frutto di un esperimento compositivo che riconduce a unità elementi eterogenei
Fuori, un’istantanea in bianco e nero. Dentro, il calore di uno spazio abitativo che sa accogliere senza rinunciare a un linguaggio fresco e contemporaneo. Questo dinamico dualismo è uno degli esiti del percorso concettuale sviluppato da Vincent Van Duysen Architects per il progetto di B Residence a Carimate, in Lombardia. Un’esperienza architettonica – così la definiscono i suoi creatori – dove i proprietari possono vivere in equilibrata armonia con la natura. Una casa che non è solo una casa, piuttosto un rifugio privato fatto di quiete e un’eleganza spontaneamente in dialogo con il contesto.
Situata su un leggero declivio, la villa presenta architettonicamente due anime distinte. Il prospetto nord è introverso e orizzontale, con i suoi volumi in mattoni intonacati e le ampie finestre che ne percorrono la facciata. In radicale contrasto, il prospetto sud svetta in verticale con le sue doppie altezze disegnate da terrazze in mattoni di cotto nero riparate da generosi aggetti.
Un gioco di contrasti dettato dalla morfologia del terreno che diventa anche la sintassi di una relazione armonica con il contesto, dove a volumi e geometrie decise corrisponde l’eliminazione di ogni elemento superfluo. Così, le fondazioni emergono dal livello del suolo generando spazi esterni facilmente fruibili, e da questa solida base scaturisce a propria volta una struttura che si fa percepire come sua spontanea estensione.
Gli interni sono governati da un impianto distributivo open space, dove l’eliminazione delle partizioni – sostituite da leggeri diaframmi utilizzati solo quando strettamente necessario – riproduce l’ariosità del contesto naturale in cui è immersa B Residence. Grandi volumi continui, articolati attraverso semplici dettagli architettonici, creano allo stesso tempo uno spazio abitativo rigorosamente definito, in cui aria, luce ed espressivi scorci visivi permeano unitariamente ogni ambiente, limitando gli elementi di separazione allo stretto necessario. Gli stessi arredi diventano virtualmente parte integrante dell’edificio, quasi concepiti a loro volta come sviluppo architettonico a una scala diversa.