CASE
Douce France

Nel centro storico di Lione, il restauro di un appartamento in un edificio del 1851 mette in scena un lusso luminoso e rilassato, all’insegna della versatilità. La firma è dei fondatori dello studio Maison Hand

Risponde all’idea di un lusso rilassato il progetto di restauro messo a punto da Pierre Emmanuel Martin e Stéphane Garotin – duo francese noto per lo studio d’interni Maison Hand – per l’appartamento di un’amica, in quel di Lione. Siamo a pochi passi da Place Bellecour, al primo piano di un edificio del 1851. È qui che si trova questa elegante residenza di 380 metri quadrati, con cinque camere da letto e altrettanti bagni, affacciata da un lato sul fiume Rodano, a est, e per il resto a sud, caratteristica che garantisce abbondante luce naturale durante il giorno.

“Gli ultimi proprietari non erano stati in grado di mantenere i rivestimenti in legno e i pavimenti in parquet originali, elementi che la nostra cliente era interessata a recuperare. Così si è rivolta a Compagnons du Devoir e du Tour, organizzazione che sostiene i giovani nello sviluppo di competenze nei più svariati mestieri artigianali, e a noi ha richiesto un interno borghese ma non troppo serioso, in linea con il suo stile di vita. Abbiamo usato materiali sontuosi come il lino, la lana e il legno scuro, rendendo però ogni spazio più versatile e informale”.

In quest’ottica sono state apportate modifiche significative alla pianta: la vecchia cucina, piccola e senza finestre, è stata sostituita da una soluzione abitabile e conviviale dove originariamente c’era la sala da pranzo, arredata con mobili su misura e contraddistinta da un equilibrio di marmi chiari e scuri.

“Il lampadario, una scultura in movimento fatta di anelli sospesi di diverse misure, è di Henge, ce lo siamo fatti spedire da Milano e trattandosi di un pezzo importante abbiamo dovuto chiedere ai muratori di rinforzare il soffitto per poterlo appendere. Ma ne è valsa la pena: la luce si sposa bene con le grandi proporzioni dell’appartamento e dona un tocco di drammaticità. Per gli aspetti tecnici del progetto ci ha affiancati l’architetto Michel Bessoud, perché l’edificio è tutelato e avevamo bisogno di varie autorizzazioni”.

Il risultato è una casa che trasmette una sensazione di grandeur, ma accogliente e confortevole, in cui non mancano un posto intimo per sedersi accanto al camino, una stanza per guardare la tv, un soggiorno con un lungo tavolo per mangiare in compagnia, altrimenti utilizzato come consolle per fiori e oggetti. Senza dimenticare la camera da letto principale, grande, luminosa e affacciata su una terrazza circolare.

Qua e là, in una cornice costruita attorno a una palette di beige, marroni e grigi e impreziosita da ornamenti dorati, sfilano opere d’arte, le lampade di Serge Mouille, la poltrona Gray di Gervasoni e l’avvolgente divano Chemise di Piero Lissoni. Scultorea la scala in ferro scuro che con le sue linee morbide e seducenti porta al bagno ricavato ad hoc sopra al corridoio.