CASE
Giardino d’inverno

Nelle foreste del Québec, Jerome Lapierre Architecte progetta il Résidence
du Rang Sainte-Mathilde. Un rifugio intimo e riservato, che reinterpreta in chiave moderna
il classico chalet montano

Un’atmosfera affascinante e selvaggia, dove la stagione invernale esprime tutta la sua magia. È un territorio fuori dal comune la regione di Charlevoix, nella provincia canadese del Québec. Ed è qui, lungo una strada rurale affacciata sui massicci montuosi, che lo studio Jerome Lapierre Architecte progetta il Résidence du Rang Sainte-Mathilde. Una casa vacanza che è soprattutto un luogo del cuore per una grande famiglia allargata, unita dall’amore per questi luoghi lontani dalle rotte del turismo convenzionale.

A ospitarla è una grande area boschiva, attraversata da sentieri che un tempo venivano utilizzati dai boscaioli e oggi sono stati trasformati in piste per lo sci di fondo. Qui, i proprietari hanno voluto creare un luogo per celebrare l’amicizia e gli affetti familiari, svolgere attività o più semplicemente rilassarsi: una grande struttura in grado di ospitare fino a venti persone e di diventare un punto di riferimento anche per le generazioni future.

L’impianto architettonico è una reinterpretazione dei tradizionali chalet montani, rinnovata da una composizione volumetrica che vede due corpi di fabbrica intersecarsi longitudinalmente a formare tre aree funzionali: la zona d’ingresso, gli spazi living e la zona notte. Oltre a conferire dinamismo all’intero edificio, il loro differente orientamento consente di catturare diverse prospettive del panorama.

Tributarie delle tradizioni costruttive locali sono anche le scelte materiche, che alla combinazione fra il legno dei prospetti di facciata e il metallo della copertura affiancano le luminose sfumature del cedro. La zona living è marcata da un grande nucleo centrale in pietra, cuore simbolico della casa, che ospita un camino ed è avvolto da una scala circolare di accesso alla mansarda. L’intero spazio abitativo si sviluppa secondo una pianta aperta, dove ogni funzione trova una collocazione definita.

L’ottimizzazione dello spazio è il leitmotiv della mansarda. Il suo generoso sviluppo in altezza, infatti, permette di massimizzare l’abitabilità e il numero di ospiti pur rispettando la corretta scala dell’edificio. Così come nei prospetti di facciata del piano terra, anche qui la presenza di lucernari e aperture genera una percezione spaziale dinamica e in forte relazione con il territorio. Connessione che trova il suo culmine nell’ampia veranda esterna, punto di transizione fra due dimensioni separate ma parte della stessa esperienza.