Henrytimi firma un nuovo hotel che dona a Roma un gesto di rara
coerenza progettuale e amore per la materia
È attraverso un progetto di art interior e art direction di Henrytimi che prende forma il Nomos Hotel, nato dalla trasformazione di un ex convento seicentesco nel cuore di Roma. A partire da una filosofia sottrattiva, l’intero intervento si fonda sulla sublimazione della materia naturale, in particolare il travertino, lavorato nella sua essenza più pura.
Il recupero architettonico, curato insieme a Angelo Zampolini, ha rispettato l’austerità originaria dell’edificio, preservandone il carattere severo e monumentale. Su cinque piani, le trenta stanze sono pensate come “raw rooms”: spazi nudi, senza concessioni superflue, guidati da un’idea precisa e poetica di rigore. Pietra grezza, lino naturale, geometrie nitide, specchi e tagli di luce definiscono ambienti austeri e vibranti, densi di una bellezza elementare.
Il bar-cortile Ante e una spa con area fitness completano poi l’esperienza. Tutto è ridotto, asciugato, portato all’osso. Nomos non replica Roma, ma la evoca attraverso assonanze profonde: sembra un’architettura arcaica e colta, un tempio laico dedicato alla riflessione.
A garantire la protezione e la durabilità delle superfici in pietra naturale e cotto artigianale, la collaborazione con Fila Solutions. I trattamenti tecnici scelti preservano l’autenticità della materia, assicurando prestazioni elevate senza alterarne l’aspetto originario. Per uno spazio destinato a durare.