ARCHITETTURA
El Refugio

Estudio Ipa elabora un esercizio di sottrazione formale che asseconda l’andamento del terreno: un’architettura minimalista radicata nel paesaggio viticolo di San Miguel de Allende

Nei pressi di San Miguel de Allende, in Messico, sorge El Refugio, una residenza che reinterpreta il rapporto tra architettura domestica e paesaggio agricolo. Progettata da Estudio Ipa, con interni curati da Rivera Zavala Studio, la casa nasce dall’intenzione di stabilire un dialogo costante tra gli spazi abitativi e il vigneto che la accoglie.

L’edificio si sviluppa secondo un orientamento nord-sud, seguendo l’andamento dei filari circostanti, ed è lievemente rialzato dal suolo per conquistare una prospettiva privilegiata sul territorio viticolo. Questa scelta altimetrica, apparentemente contenuta, si rivela fondamentale per garantire a ogni ambiente – sia interno che esterno – visuali libere e continue sull’orizzonte e sulla distesa ordinata delle viti. La distribuzione planimetrica è calibrata con precisione: gli spazi si susseguono senza soluzione di continuità, favorendo transizioni fluide, in un incessante scambio tra architettura costruita e natura coltivata.

Il linguaggio formale adottato è dichiaratamente orizzontale. Il profilo basso e disteso dell’edificio, insieme a un’estetica esterna sobria e misurata, tradisce la volontà di non competere con il paesaggio, ma piuttosto di lasciare che sia il vigneto stesso a dominare la scena. Questa discrezione compositiva si riflette anche negli interni, dove il minimalismo si traduce in un’atmosfera calda e accogliente.

La scelta dei materiali costituisce un ulteriore elemento di radicamento territoriale. Legno di mezquite, pietra Galarza, stucco, quarzo e superfici in terrazzo compongono una tavolozza materica che attinge dalla tradizione costruttiva locale e celebra la vocazione agricola della regione. Le tonalità naturali e le texture autentiche di questi elementi consentono all’architettura di fondersi con il contesto, creando un’unità percettiva in cui il confine tra costruito e paesaggio si dissolve.

El Refugio si configura così come un esercizio di sottrazione e precisione. In questo equilibrio tra presenza discreta e apertura totale verso il paesaggio risiede la sua forza, capace di trasformare una residenza privata in un punto di osservazione privilegiato sulla bellezza ordinata dei vigneti messicani.