ARCHITETTURA
Residenza Solit-Garreau

Lo studio statunitense Bower reinventa il carattere di un cottage Anni 30 con l’aggiunta
di un volume contemporaneo. Che ne affina le proporzioni
e intensifica la relazione con il paesaggio

È possibile trasformare un cottage in stile Cape Cod della seconda metà degli Anni 30 in una dimora più aperta, fluida e adatta ai ritmi di una giovane famiglia? Questa la sfida che lo studio Bower si è ritrovato ad affrontare quando gli è stata commissionata la riprogettazione della Solit-Garreau Residence, nel quartiere Chevy Chase di Washington, DC. La richiesta dei clienti era quella di ampliare l’abitazione senza intaccarne il carattere storico. La risposta del team di architetti capitanato da Cooper Jones e Daniel Watson de Roux è consistita in un approccio che, anziché forzare la struttura esistente, le ha affiancato una dependance autonoma, ma connessa al resto per mezzo di un ingresso vetrato al piano terra e di un passaggio superiore.

Complessivamente, Bower ha messo a punto 84 metri quadrati aggiuntivi e ne ha riorganizzati 23 del cottage di partenza. La distanza calibrata tra i due volumi ha creato una corte interna in ghiaia, vero fulcro dell’intervento: un varco di luce e aria che ordina i percorsi, rafforza il legame con il giardino e contribuisce a un ritmo più ampio nella sequenza degli ambienti. Rivestito in frassino sintetico grigio-blu e coronato da un tetto in ardesia, il nuovo corpo riprende proporzioni e inclinazioni del cottage del 1936, traducendone il linguaggio in chiave contemporanea. Le ampie superfici vetrate moltiplicano le visuali verso l’esterno e permettono alla luce naturale di ridisegnare gli interni nell’arco della giornata. 

Alla base, la ricerca di un equilibrio di contrasti: luminosità diffusa nelle aree giorno, tonalità più profonde in cucina e il calore del parquet nella zona notte. Più nel dettaglio, al piano terra la cucina combina legno di ciliegio massello con un verde Essex, scuro e saturo, ispirato al Porsche Brewster Green, e con pavimenti in marmo beige Diana Royale. Impreziosita da arredi iconici come le sedie Breuer Cesca e la lanterna a sospensione Hotaru, la sala da pranzo, orientata verso la corte, prosegue la stessa armonia di materiali e cromie. Quanto alla dependance al livello superiore, accoglie la camera da letto principale, percepita quasi come una casa sull’albero grazie alle finestre laterali e all’abbaino che incornicia la chioma delle piante che circondano la casa. Non manca una cabina armadio, mentre nel bagno – scandito da piastrelle bianche quadrate e a nido d’ape unite da fughe blu – inserti quali il rubinetto rosso e il porta-carta giallo introducono una nota giocosa.