MacKay-Lyons Sweetapple Architects crea un gioiello incastonato in un habitat incontaminato. Dove spazi e volumi sono dettati dalla naturale bellezza del legno
Una finestra su un magnifico ecosistema lacustre, una biosfera preziosa al punto da divenire patrimonio Unesco. Ma anche un luogo, per dirlo con le parole di MacKay-Lyons Sweetapple Architects, dove acqua e cielo si fondono in un unico orizzonte infinito.
Ed è proprio loro la firma su Bras d’Or Lake House, una residenza sulle rive dell’omonimo lago canadese: spazio liminale dove colline boscose e acque tranquille abbracciano cottage fedeli agli archetipi abitativi locali fino a dissolverli nell’ambiente. Così accade ai due volumi della casa, separati da una corte che riproduce la relazione fra uomo e natura.
L’involucro di Bras d’Or, realizzato in scandole di legno di cedro, è la chiave di accesso a un inserimento ambientale attentamente pianificato. Suo teatro naturale, un sito dall’altimetria variabile, utilizzato da MacKay-Lyons Sweetapple Architects per generare una sequenza di terrazze che conducono ai due corpi di fabbrica della residenza. Entrambi hanno un metasignificato simbolico, radicato nel territorio e allo stesso tempo dotato di una propria funzionalità.
L’abitazione principale segue con rigore quasi matematico il profilo del litorale lacustre, mentre la dependance riservata agli ospiti è ruotata di novanta gradi rispetto all’asse principale della location a collegare il bosco e la riva del lago.
Questa impostazione planivolumetrica privilegia le relazioni visive tra spazio costruito e contesto naturale, proponendo agli ospiti molteplici punti di osservazione sul paesaggio. L’effetto è un continuum interno-esterno, una coreografia di prospettive che mantiene il lago costantemente protagonista, sia negli scorci che in piena vista.
L’impianto distributivo della casa principale, articolato intorno a un asse centrale, è suddiviso in due aree, una dedicata a soggiorno, sala da pranzo e cucina, l’altra alla master bedroom.
Lungo questa buffer zone di separazione trovano spazio altri locali di servizio, fra cui una lavanderia, un bagno e un corpo scala collegato al garage.
A interrompere l’uniformità di questa impostazione convenzionale è un sorprendente gesto architettonico: una “jewel box” rivestita in legno di cedro. Una sorta di scrigno segreto che ospita una spa con vasca affacciata sul lago e una lounge con camino.
Oltre la corte esterna e vicino al garage si trova la dependance, spazio in diretta connessione con i boschi che circondano la residenza, con interni rivestiti in legno di cedro sbiancato.
Qui a essere privilegiate sono atmosfere serene e informali, quasi a voler proporre agli ospiti un ambito non solo fisicamente ma anche emozionalmente separato dalla quotidianità. Dove ogni scelta materica, spaziale e visiva è in armonica relazione con l’ambiente.