Workshop: Diseño y Construcción firma il recupero di Casa More, una dimora degli Anni 40 in stile Art Déco a Mérida. Un progetto che unisce passato e presente attorno a un giardino tropicale e a un’antica cisterna
Nel centro storico di Mérida, nello Yucatán, Casa More coniuga memoria storica e abitare contemporaneo. Sorta negli Anni 40 sotto l’influenza del linguaggio Art Déco, la residenza è stata reinterpretata da Workshop: Diseño y Construcción, studio fondato da Francisco Bernés e Fabián Gutiérrez.
Obiettivo del progetto: organizzare una sequenza logica di stanze restaurate e nuovi spazi esterni, unendo la struttura d’epoca e i successivi aggiornamenti attraverso allineamenti geometrici chiari, materiali condivisi e un patio centrale.
Le prime due ali rappresentano la porzione più antica della dimora e ospitano un atrio, la cucina, uno studio e la camera da letto principale. Questi ambienti dai soffitti alti conservano gli infissi originali in legno di cedro dotati di sopraluce in vetro per far circolare la luminosità interna.
Le pavimentazioni storiche in mosaico si distinguono per i decori floreali a xocbichuy, motivo tradizionale che riproduce la trama del ricamo a punto croce. Una tonalità verde foresta applicata a pareti e passaggi ad arco fa da contrappunto cromatico al calore del legno, anticipando visivamente la vegetazione esterna.
La terza ala, aggiunta negli Anni 60, è stata ristrutturata per accogliere la zona di servizio e il bagno principale. La medesima struttura portante si estende per sostenere la nuova zona pranzo all’aperto, collocata al centro del lotto e circondata da giardini tropicali. Dal punto di vista distributivo, lo spazio si collega alla cucina tramite un’ampia finestra vetrata su un lato, mentre sul fronte opposto si apre verso l’area open air e la piscina ricavata da un’antica cisterna (aljibe) un tempo usata per la raccolta piovana.
Quest’ultimo elemento dal carattere monumentale e rivestito in chukum, impasto di calce e cemento bianco impiegato per secoli nell’edilizia della regione, si eleva parzialmente dal suolo con le sue linee curve e in una porzione accoglie un salottino a filo d’acqua creato ad hoc. L’effetto è scenografico.
Il percorso termina sul retro, in una parte dell’edificio aggiunta negli Anni 80. Qui gli architetti si sono mossi in due direzioni. Da un lato, hanno modificato la volumetria, aggiungendo sbalzi e un muro in pietra che crea un patio privato per il bagno. Dall’altro, hanno riutilizzato vecchi materiali recuperati dalle altre stanze dell’abitazione per rivestimenti e finiture, in modo da uniformare le parti realizzate in epoche differenti e ottenere, dunque, un’estetica coerente.