ARCHITETTURA
Casa Nemo

Nel villaggio russo che le dà il nome, la residenza firmata da Zrobim Architects si sottrae al paesaggio per rivolgersi verso l’interno. Un volume dai richiami nordici, definito da materiali industriali, un atrio centrale e una copertura scultorea

Nel villaggio di Nemo, nella campagna russa, sorge una residenza che prende il nome dal luogo che la ospita. Per sviluppare il progetto, Zrobim Architects è partito da una considerazione precisa: il patrimonio edilizio suburbano della regione raramente esprime un linguaggio architettonico coerente e riconoscibile. Da qui nasce una scelta radicale, distante da qualsiasi tentativo di mimetizzazione. La casa non cerca infatti un dialogo con il contesto circostante, ma costruisce la propria identità rivolgendosi deliberatamente verso l’interno.

Frutto di un intenso confronto con il committente, l’edificio si presenta come un volume essenziale, attraversato da richiami all’architettura nordica. A distinguerlo non è però il minimalismo dell’involucro, quanto la complessa configurazione della copertura e la presenza di un atrio centrale che organizza gli spazi e conferisce alla composizione un carattere difficilmente classificabile.

L’impiego di materiali industriali rafforza questa identità, dando forma a un’architettura dalla presenza quasi enigmatica nel paesaggio aperto che la circonda. Ogni scelta riflette la personalità dei proprietari e si traduce in interni definiti da superfici chiare, ampie presenze lignee in continuità con il rivestimento esterno e una cura minuziosa del dettaglio.

Al centro della zona giorno, un grande lampadario enfatizza l’inclinazione della copertura e instaura un dialogo diretto con la geometria dell’edificio. L’area living si configura come il cuore della casa: un ambiente aperto e luminoso, progettato per favorire l’incontro e la conversazione. La luce naturale ne modella continuamente l’atmosfera, mentre materiali caldi e superfici materiche contribuiscono a definire una sensazione di comfort e accoglienza.

L’area benessere segue invece un registro differente ma complementare. Qui i soffitti si abbassano per accentuare il senso di intimità e protezione, mentre una palette più scura e i pavimenti riscaldati in gres porcellanato lappato costruiscono un’atmosfera raccolta e silenziosa. Due mondi diversi convivono così sotto la stessa copertura, rispondendo a esigenze differenti attraverso un linguaggio coerente e misurato.