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Casa Oblivio

A Kato Deftera, sull’isola di Cipro, MOB Design firma una casa introversa e luminosa, costruita intorno a un cortile centrale che organizza clima, relazioni e quotidianità

Casa Oblivio, progettata da MOB Design a Kato Deftera, nell’entroterra cipriota, assume la memoria non come tema astratto, ma come principio di costruzione dello spazio. Il progetto nasce da un rapporto intimo con il paesaggio mediterraneo e con la sua materia più impalpabile – luce, aria, silenzio, distanza – traducendo suggestioni personali in un’architettura trattenuta, capace di accompagnare la vita quotidiana. Più che cercare un gesto iconico, la casa sceglie una presenza misurata, quasi silenziosa, e riconosce nel paesaggio il vero protagonista.

L’impianto è netto, rigoroso, leggibile. Due volumi paralleli a un solo piano definiscono un cortile centrale che diventa il cuore della casa, mentre due muri di chiusura completano un perimetro introverso e protetto.

La composizione elimina ogni ridondanza distributiva: i percorsi si riducono all’essenziale e il movimento avviene attraverso una sequenza di spazi chiari, ordinati secondo funzioni e relazioni precise. In questo equilibrio tra apertura e raccoglimento, il cortile assume un ruolo decisivo, insieme climatico, sociale ed emotivo, attorno al quale si organizza la vita domestica.

Il dialogo con il contesto si misura anche nella disposizione degli ambienti. Gli spazi principali si orientano a sud verso il cortile, seguendo una logica bioclimatica che privilegia luce e comfort, mentre le funzioni di servizio si attestano sul lato nord, affacciandosi sulla pianura e sulla catena del Pentadaktylos.

Il volume più vicino alla strada lavora come soglia di transizione tra dimensione pubblica e privata, assorbendo studio, depositi e servizi accessori e contribuendo a filtrare l’ingresso all’abitare.

A definire il carattere della casa è infine una scelta di radicale essenzialità. Casa Oblivio rifiuta l’eccesso e affida la propria identità alla chiarezza del disegno, alla precisione delle proporzioni e alla forza quieta del cemento faccia a vista.

Ne risulta una presenza scultorea ma mai enfatica, che sembra destinata ad assorbire il tempo più che a contrastarlo. È in questa capacità di ascoltare il luogo, di accoglierne la memoria e insieme di lasciarsi lentamente restituire a essa, che il progetto trova la sua cifra più convincente.