A Modena un ex capannone artigianale viene trasformato in residenza attraverso un progetto di Ambientevario che lavora per sottrazione e chiarezza. Il bianco uniforma l’involucro, mentre cemento, ferro, betulla e acciaio costruiscono interni rigorosi
Un ex capannone artigianale nella zona nord-est di Modena diventa casa senza rinnegare la propria origine, ma trasformandola in linguaggio. Il progetto di studio Ambientevario interpreta la riconversione come un esercizio di misura: non mimetizza la preesistenza, non la addolcisce, non ne cancella le tracce. Al contrario, assume l’archetipo industriale come matrice e lo restituisce come un organismo domestico essenziale, netto.
L’intervento si confronta con una preesistenza complessa e stratificata. Il capannone non è un oggetto isolato, ma si innesta volumetricamente in un condominio degli Anni 60 in mattoni faccia a vista, privo di particolare pregio architettonico. La strategia progettuale non cerca la mimesi, bensì la distinzione. Il progetto si configura come una “scatola bianca” che si distacca visivamente dal contesto, nobilitando l’archetipo industriale e trasformandolo in un contenitore neutro pronto ad accogliere nuove storie.
Esternamente, l’edificio conserva intatto il profilo di capannone, ma viene reinterpretato attraverso una precisa strategia cromatica e materica. La scelta del total white agisce come elemento d’unione: le parti in cemento, l’intonaco e persino il mattone originale sono stati pitturati di bianco, trasformando la struttura in un’unità architettonica pura, nitida e chiaramente distinguibile dal contesto circostante in mattoni faccia a vista.
La copertura è stata rivestita in lamiera, mentre i grandi portoni industriali di un tempo hanno lasciato spazio a tamponamenti metallici e ampie vetrate, che filtrano la luce naturale attraverso dei frangisole in linea con il linguaggio artigianale con il quale la residenza si mette in relazione.
Negli interni il soffitto è stato mantenuto come in origine, le tavelle a vista e le pareti perimetrali sono state verniciate di bianco, mentre le travi in ferro sono state ripulite e lasciate allo stato originario. L’edificio diventa quindi uno sfondo scenico neutro, all’interno del quale gli spazi si definiscono grazie alla presenza di setti in cemento faccia a vista e pannellature di legno di betulla.
Ancora una volta i materiali contribuiscono alla lettura di uno spazio che diventa così rigoroso e accogliente, all’interno del quale grazie ai toni caldi del legno di betulla ogni stanza riesce a smorzare l’austera presenza del cemento.
Lo spazio si divide in due anime funzionali: un volume principale, caratterizzato da una copertura a due falde, ospita la zona giorno e gli spazi della socialità, mentre l’adiacente corpo stretto e lungo, un tempo adibito a uffici e servizi, accoglie la zona notte e gli ambienti più intimi. Il punto di contatto di queste due anime è rappresentato da un muro originale che è stato volontariamente lasciato allo stato grezzo, con l’intenzione di metterne in vista i segni del tempo. Anche la cucina partecipa a questa narrazione materica, definendosi attraverso volumi puri in acciaio che riflettono la luce del grande open space.
Anche l’esterno è stato progettato in armonia con l’edificio: grandi vetrate orientate inquadrano scorci naturali, per vivere lo spazio interno e allo stesso tempo rimanere sempre con uno sguardo sul verde. Il giardino ha un aspetto naturale e spontaneo, si avvicina all’edificio attraverso grandi vasche verdi accostate ai muri perimetrali e a rampicanti che crescono su un pergolato retrostante.
La connessione tra interno ed esterno è ricercata anche dal punto di vista materico, infatti i setti di cemento che caratterizzano lo spazio interno si ritrovano nel giardino per definire delle aree adibite a servizi e allo stesso tempo inquadrare l’ingresso. Questo continuum di spazi è infine identificato con la pavimentazione, che gioca un ruolo molto importante per questo tema: realizzata con pavimento industriale in cemento si distingue tra interno ed esterno solo per la differente dimensione della graniglia con cui è realizzata, più fine internamente e più ruvida all’esterno.