In Messico, Fernanda Canales realizza una residenza off-grid dalla forte matericità. Che trasforma una geometria pura in un dispositivo climatico e percettivo
House 720 Degrees è una residenza realizzata dallo studio Fernanda Canales nella zona di Tehuastepec, in Messico, che sviluppa una riflessione molto precisa sul rapporto fra percezione, paesaggio e ciclicità temporale. Il nome deriva dall’idea di raddoppiare i 360 gradi del campo visivo umano. La casa infatti funziona simultaneamente come dispositivo rivolto verso il paesaggio, e come spazio introverso organizzato attorno a un patio centrale.
Di giorno, l’architettura si apre verso le montagne; di notte, la vita domestica si concentra attorno al cortile interno. Fernanda Canales definisce il progetto come una sorta di “orologio solare”, capace di registrare il passaggio del tempo attraverso luce, ombre e orientamento.
Dal punto di vista compositivo, il complesso è articolato in tre volumi distinti: la casa principale circolare, uno studio/guest house indipendente, e un volume rettangolare con patio che ospita ulteriori camere e servizi. Questa frammentazione consente alla residenza di adattarsi alla topografia del sito, preservando allo stesso tempo la vegetazione esistente.
L’impianto circolare è particolarmente interessante perché non genera uno spazio radiale continuo, ma contiene al proprio interno stanze rettangolari – camere, cucina, bagni – lasciando alle pareti curve il ruolo di dispositivi di circolazione e mediazione climatica. Le curve si prolungano verso terrazze e giardini, costruendo una sequenza di soglie fra interno, patio e paesaggio.
Uno dei temi centrali del progetto è il rapporto fra architettura e clima. La casa si trova in una valle con forti escursioni termiche e una lunga stagione delle piogge. Per questo Canales lavora su un’idea di involucro spesso e quasi geologico, capace contemporaneamente di proteggere e aprire. Il progetto è completamente off-grid: raccoglie acqua piovana, sfrutta la ventilazione naturale e utilizza pannelli solari per energia e climatizzazione.
Dal punto di vista materico, l’edificio utilizza una miscela di terra locale e cemento che produce una superficie dalla tonalità molto vicina al terreno circostante. Nonostante la presenza di componenti metalliche e lignee in alcuni dettagli e serramenti, il carattere dominante è quello di una massa minerale compatta, costruita con materiali locali e superfici volutamente non rifinite. La materia contribuisce così a sottrarre il progetto all’astrazione della geometria pura, ancorando il volume circolare alla dimensione fisica e climatica del luogo.
Gli interni lavorano per contrasto rispetto alla forma esterna dell’edificio. L’involucro curvo ospita infatti una sequenza di ambienti ortogonali dove la luce entra lateralmente attraverso grandi aperture sul paesaggio e dal patio centrale. Questo funziona insieme come fulcro visivo, dispositivo climatico e spazio di orientamento domestico.
Visivamente il progetto sembra lavorare su tre registri contemporaneamente: la geometria astratta del cerchio, il radicamento materico nel terreno e un impianto domestico concreto e funzionale. L’equilibrio fra queste componenti è ciò che rende questa residenza più interessante rispetto a molte case iconiche a pianta circolare. Un gesto geometrico che non rimane figurativo, ma diventa realmente un dispositivo percettivo e ambientale.