Michael Lumby Architecture traduce la tipica farmhouse australiana in un’architettura essenziale e protettiva. Che si articola in volumi disposti attorno a un cortile, alternando spazi aperti e chiusi
Situata su una collina della Mornington Peninsula, in Australia, Merricks Farmhouse nasce da un rapporto diretto tra architettura e paesaggio agricolo. Il progetto di Michael Lumby Architecture e Nielsen Jenkins occupa una proprietà rurale di 50 acri, tra vigneti, vegetazione spontanea e viste aperte verso la costa.
La casa rilegge in chiave contemporanea l’archetipo della farmhouse australiana. Da questo modello gli architetti attingono elementi riconoscibili come il tetto basso, le gronde profonde e il portico perimetrale, sintetizzandoli in un unico gesto: una linea che attraversa il paesaggio. “Abbiamo tradotto l’idea della tipica casa rurale in una presenza essenziale e protettiva”, spiega Michael Lumby.
Merricks Farmhouse si sviluppa così su un unico livello e ruota attorno a un ampio cortile centrale. Questo spazio introverso rappresenta il cuore dell’abitazione e organizza l’intero impianto distributivo. Qui percorsi in ghiaia e superfici dalle geometrie morbide accompagnano il movimento. Mentre il verde addolcisce il rigore austero della composizione e media il passaggio tra interno ed esterno.
Quindi, invece di avvolgere il cortile con un unico volume, gli architetti hanno deciso di suddividere la casa in una serie di blocchi separati da piccoli giardini, consentendo di intravedere i dintorni pur mantenendo un senso di privacy. “Volevamo che gli occupanti si sentissero protetti all’interno dell’edificio, ma anche connessi con l’orizzonte e con un paesaggio molto più ampio”, racconta Lachlan Nielsen.
Le murature in blocchi di calcestruzzo, con spessori che raggiungono il metro, costruiscono una massa compatta e radicata al suolo. Il tetto continuo, basso e scuro, sembra sospeso sopra le pareti, mentre un articolato sistema di gronde scherma il sole e attenua l’impatto del clima costiero.
Gli spazi interni seguono una logica flessibile. La zona giorno si configura come un grande ambiente continuo, mentre sei camere da letto occupano le ali più riservate. Inoltre, visto che la casa ospita solo due residenti permanenti e le altre camere da letto sono riservate agli ospiti, l’edificio può “comprimersi” chiudendo la sezione a nord-ovest per creare un padiglione con una sola camera da letto.
La scelta dei materiali privilegia durabilità, contenimento dei costi e bassa manutenzione. Il cemento rimane a vista – evitando così i costi di finitura – affiancato da inserti in legno scuro, arredi fissi e boiserie che scaldano pareti e soffitti.
Un elemento ricorrente riguarda l’acqua. Il tetto, infatti, raccoglie la pioggia e la convoglia in vasche circolari in calcestruzzo. Questi serbatoi si trasformano in piccoli stagni, punti di sosta, vasche per uccelli e focolari all’aperto, evocando così la tradizione agricola locale.