THE ORIGINALS
Perle nere in Patagonia

Tre cabine incastonate come gioielli nella foresta argentina abbinano a un involucro scuro interni chiari e luminosi. Aperti sul paesaggio

Un micro-insediamento a misura di famiglia, composto da tre cabine in legno tinto di scuro nel mezzo di una foresta selvaggia. Questa l’essenza di Gallareta House, il progetto di OJA – Organic and Joyful Architecture, studio formato dalla coppia María Ayelén Olivieri Martinez e Juan Segundo Diaz Dopazo, per la famiglia di lui a Villa La Angostura, nella Patagonia argentina.

Racconta Juan: «Sono cresciuto in Patagonia e poi ho studiato a Buenos Aires, dove ho conosciuto Aye. Ho sempre saputo che sarei tornato nella mia terra di origine, con paesaggi incontaminati che non si vedono da nessun’altra parte; quello che non avrei mai immaginato è che avremmo avuto l’opportunità di progettare alcune case per i miei genitori, nel mezzo di una foresta di Arrayanes. La sfida è stata quella di costruire un complesso turistico su scala boutique (250 m2) in una giungla, con un pendio ripido e viste e sulle rive del lago Correntoso, in uno spazio estremamente naturale e tranquillo».

Gallareta House è composto da moduli, o “cabine paesaggistiche” per due e tre persone che si fondono con la foresta secondo una casualità controllata. Le cabine condividono lo stesso linguaggio architettonico, ma hanno piccole differenze che le rendono uniche. Continuano gli OJA: «Hanno trovato il loro posto dove non c’era vegetazione, in spiazzi già liberi. Questo era il nostro obiettivo principale: Dare vita a un’architettura che convive con la foresta, senza bisogno di abbatterla».

Le case sono costruite a secco su fondamenta in cemento armato, per ridurre al minimo i lavori e la movimentazione di macchinari e materiali. Le facciate esterne sono rifinite con l’antica tecnica giapponese shou sugi ban, che consiste nel bruciare il primo strato di assi di legno (in questo caso di eucalipto) per ottenere una texture unica che richiede minima manutenzione ma è ignifuga e resiste bene all’acqua. All’interno è stato invece utilizzato il legno di gutambù, chiaro e senza nodi, che contrasta bene con l’involucro nero.

Ogni alloggio è, in sostanza, un monolocale soppalcato, con grandi finestre che “espandono” lo spazio verso l’esterno; le fronde degli alberi aiutano a mantenere la privacy. Le capanne hanno tutte una zona giorno con cucina attrezzata e living uniti, una camera con angolo studio o guardaroba e bagni spaziosi e confortevoli. Tutti i mobili sono realizzati in legno di gutambù, per ottenere un aspetto pulito e far quasi scomparire i pezzi più grandi nelle pareti.