The Originals
The Nest

Porky Hefer Design firma una guest house nel deserto namibiano che è molto di più di un’architettura vernacolare. Un edificio che proprio come un nido si integra perfettamente nel paesaggio

Porky Hefer è una delle menti creative più riconosciute del continente africano. Approdato all’architettura e al design dal settore pubblicitario, Hefer è un amante della natura e uno studioso dei suoi meccanismi, un appassionato di ecosostenibilità e un pensatore out of the box con la tendenza evidente a portare spettatori e clienti al di fuori dalla loro comfort zone. Il resort realizzato in Namibia per l’imprenditore Swen Bachran ne è un esempio.

Vincitore del Wallpaper Design Award nella categoria “Migliore residenza privata”, The Nest non è una semplice esperienza immersiva ed esclusiva per gli amanti dei safari, ma l’evoluzione architettonica di una serie di studi che Hefer porta avanti da diversi anni incentrati sul concetto di nido. Ispirato alle strutture che le colonie di tessitore socievole costruiscono sugli alberi nell’Africa meridionale simili a covoni di fieno forati, l’edificio è stato realizzato con l’aiuto di materiali e artigiani locali, in linea con lo stile tradizionale locale.

Un processo complesso, che ha richiesto cinque anni per la sua realizzazione. Il resort, inoltre, forma parte di un progetto a scala paesaggistica più ampia, che ha tra gli obiettivi anche la reintroduzione di specie animali selvatiche quasi scomparse da queste zone.

Disegnata completamente a mano, gran parte della struttura è costituita da uno scheletro in acciaio rivestito di paglia e canne trasportati dal nord della Namibia. Anche gli altri materiali sono di provenienza locale: il granito che emula la corteccia dell’acacia che abbonda nella zona; i mattoni realizzati a mano in loco con pietre locali e sabbia di fiume; il legno di Kiaat e teak rhodesiano. L’isolamento e l’esposizione dei locali è fondamentale in un ambiente dall’escursione termica estrema.

Sia le pareti esterne che quelle interne sono di paglia e l’intercapedine aumenta o diminuisce a seconda dell’esposizione. La zona giorno è molto ampia e mantiene l’ambiente fresco nelle giornate più calde, mentre le camere più raccolte conservano meglio il calore diurno durante le notte. La maggior parte delle stanze è sollevata da terra, in modo che l’aria, passando al di sotto dell’edificio, contribuisce a raffreddare la struttura. Completamente autonomo dal punto di vista energetico, il resort combina architettura vernacolare con le tecnologie green più avanzate.