Sospesa sopra la penisola giapponese di Boso, la villa firmata da Kenichi Teramoto si fonda su pali in acciaio che affiorano dalla roccia. La struttura in legno, priva di cemento, impiega materiali naturali e rinnovabili per costruire uno spazio fluido, pieno di luce
Affacciata su una cresta montuosa della penisola di Boso, nella prefettura di Chiba, in Giappone, Villa Boso nasce dal desiderio di costruire un’architettura capace di instaurare un rapporto diretto con il suolo, senza ricorrere al calcestruzzo.
Il progetto, firmato dall’architetto Kenichi Teramoto, si inserisce in un contesto naturale stratificato, dove sotto la superficie modificata del terreno emerge uno strato di fango litificato pleistocenico, formatosi oltre due milioni di anni fa. Proprio questa condizione geologica diventa il punto di partenza dell’impianto costruttivo.
Villa Boso sorge su un lotto parzialmente trasformato circa cinquant’anni fa, ma evita deliberatamente di affidarsi alle infrastrutture esistenti. Il sistema strutturale raggiunge direttamente la superficie originaria della montagna attraverso sottili pali in acciaio infissi nel terreno fino allo strato stabile di roccia.
Questa soluzione elimina la necessità di scavi e fondazioni in calcestruzzo, riduce l’impatto sul sito e mantiene una relazione fisica con la storia geologica del luogo. Su questo sistema puntuale prende forma una struttura lignea contemporanea che rilegge la tradizione costruttiva giapponese.
Come nelle architetture vernacolari, il volume si solleva leggermente dal terreno: teste metalliche a vista sostengono il telaio in legno, configurando un sistema sopraelevato che consente all’edificio di sfiorare il suolo. In Villa Boso, acciaio e legno – entrambi riciclabili – sostituiscono completamente il cemento, dando vita a una costruzione reversibile e leggera.
Il volume compatto si sviluppa sotto una semplice copertura a due falde che racchiude uno spazio interno continuo. Un soffitto curvo smussa il passaggio tra pareti e tetto, introducendo una dimensione fluida e avvolgente. Le finiture in sabbia silicea bianca diffondono la luce naturale in modo uniforme, mentre le aperture inquadrano il paesaggio dell’Oceano Pacifico.
La selezione dei materiali privilegia risorse locali e rinnovabili. Gli incastri in legno di castagno, trattati con mordente al ferro, dialogano con pavimenti in castagno giapponese oliato. Le pareti combinano terra diatomacea, tannino di cachi e gusci d’uovo, mentre l’isolamento utilizza fibre lignee recuperate.
All’esterno, il rivestimento in cedro e le persiane in legno realizzate da artigiani locali rafforzano il legame con le tecniche costruttive tradizionali. Sollevando il piano abitabile, Villa Boso favorisce la ventilazione naturale, protegge la struttura dall’umidità e apre viste profonde sul paesaggio costiero.