In un palazzo nobiliare dell’Ottocento, tra corridoi-galleria, pareti delabré, parquet a spina di pesce e infissi d’epoca. Una casa dall’eclettismo colto, dove modernariato, arredi di famiglia e pezzi di design compongono un unico, affascinante racconto
Un’abitazione eclettica in un palazzo del XIX secolo nel centro di Ancona, con ampie e luminose volumetrie accese da pezzi di modernariato che ricalcano la storia del design del Novecento. Un “gentile remix”, così lo definiscono i padroni di casa Dario Contessi, manager aziendale, e la compagna Giovanna Bora Saracinelli, titolare di Annatildestudio, che si occupa di eventi, interior e product design.
“L’immobile è stato abitato dalla famiglia che in origine ha edificato l’intero palazzo. Prima che lo acquistassimo noi è stato uno studio di avvocati: una traccia evidente di questo passato è l’attuale salotto, che era una grande biblioteca con camino. Abbiamo cercato di mantenere intatta l’anima ereditata dal passato, pur dovendo ricostruire alcune pareti divisorie per ridefinire i locali di servizio”, raccontano Dario e Giovanna.
La visita si apre con l’immaginifico colpo d’occhio del corridoio, spina dorsale dalla quale si diramano gli spazi dai soffitti altissimi. “Affinché potesse assumere il carattere di una piccola galleria, nel corridoio siamo intervenuti colorando la parte bassa in nero, creando delle fasce e inserendo un battiscopa di ottone, mentre per l’arredo abbiamo optato per una struttura in ferro di quadri e tavolini”.
Altra conservazione caratterizzante sono le pareti delabré emerse durante la ristrutturazione – che sono state valorizzate nella sala da pranzo – insieme al parquet a spina di pesce e alle grandi finestre. “Sulle finestre originali, senza scuri, abbiamo ideato e realizzato scuretti con una struttura in ferro e vetri antichi. Il camino, invece, lo abbiamo pensato con piastrelle e fasce d’ottone e le porte sono rimaste quelle originali, armonizzate dall’inserto della riga ottonata. Solo la porta del bagno principale è stata realizzata ex novo, sempre in ferro e vetri antichi”.
Le luci sono una passione di Dario e meritano un discorso a parte: dalle boule accanto al camino, con base in ottone, ai faretti del corridoio, dalle piantane Anni 60 al futuribile pentagono di lampadine passando per la rete sospesa di Ingo Maurer. Sono farina del sacco di Giovanna, invece, l’insegna Fox che campeggia sulla libreria, i tavolini di modernariato di ogni foggia e colore e tutti i pezzi di design contemporaneo che si fondono in un’unica narrazione.
Una progettualità che fa dialogare fra loro mobili di famiglia, ricordi di viaggio e arredi di recupero: “il nostro motto è riconvertire senza snaturare il contesto d’epoca, con una passione per i dettagli e i materiali pregiati”. Alcuni arredi sono oggetti ideati per eventi specifici da Annatildestudio e realizzati da artigiani, designer e artisti.
Non a caso Giovanna utilizza l’abitazione come location per presentazioni aziendali, shooting fotografici e colazioni dal taglio culturale. Ma i progetti per questa casa atipica sono sempre in divenire: “Il sogno di Dario – racconta Giovanna – è quello di aprire le due porte del salotto, oggi chiuse, per sviluppare un home restaurant. Vedremo…”.
Questo articolo è estratto da The Book 30. Sfoglia il magazine