DESIGNERS AT HOME
Palazzo Cirillo

Poco distante da Palermo e Cefalù, Palazzo Cirillo è il rifugio estivo dell’interior designer
Marie Olsson Nylander. Una dimora nobiliare di fine Settecento che si svela,
restauro dopo restauro, in tutta la sua decadente bellezza

“La ristrutturazione di questa casa è diventata un documentario per la nostra tv nazionale che ha seguito passo passo i lavori”, raccontano entusiasti Marie Olsson Nylander, stylist e interior designer, e il marito Bill, proprietari di Palazzo Cirillo. Direttamente da Höganäs in Svezia, dove vivono, si sono trovati in Sicilia a Termini Imerese, centro di ex fabbriche Fiat e di pastifici che esportano in tutto il mondo. “Poco distante da Palermo e Cefalù ma fuori dalle rotte turistiche”. Una seconda casa per le vacanze a ben tremila chilometri dalla prima. La scelta è tutt’altro che ovvia.

“Ci siamo arrivati grazie a un amico”, spiega Marie. “Un giorno ci mostra l’annuncio di una dimora sontuosa in vendita in quella zona della Sicilia”. Decidono così che quella sarà la meta della loro prossima vacanza. Con i quattro figli attraversano a tappe lo stivale, sbarcano a Termini Imerese e iniziano la perlustrazione.

“Un mondo nuovo rispetto alla Scandinavia. Qui è diverso. Il mare, il sole, il clima mite tutto l’anno, i giardini rigogliosi di alberi da frutto: un altro paesaggio. E il centro storico, con i vicoli stretti e le adorabili architetture delabrè, è magnetico e pieno di sorprese”. Come questa dimora nobiliare di fine Settecento nel quartiere più antico della città, vicino al porto. Tre piani, una terrazza sul tetto vista mare e il giardino privato.

L’abitazione ha muri spessi un metro, i vecchi balconi in ferro e i serramenti di una volta. Sotto strati di pitture e carte da parati riaffiorano il celeste, il rosa e l’ocra originali delle pareti e dei soffitti, e i pavimenti conservano le originali cementine colorate. Disabitato da più di trent’anni però l’immobile non è proprio in gran forma. Anche se il suo valore è chiaro, per pensare a un acquisto ci vuole un atto di fiducia. Marie se ne innamora. Ha occhio e intuito e una visione di ciò che potrà diventare. Azzarda e non si sbaglia: Palazzo Cirillo si svela, restauro dopo restauro, in tutta la sua decadente bellezza.

Certo, la lista dei lavori è lunga. Ci piove dentro. Bisogna sistemare il tetto, rinforzare travi di legno e solette e riportare luce e acqua. Cucina e bagno vanno rifatti. Per limitare il budget se ne occupa personalmente la coppia insieme a una squadra di amici, con il supporto di un’impresa locale e di tecnici che li aiutano a destreggiarsi tra le norme edilizie del caso.

Quando finalmente il grosso è fatto la padrona di casa pensa all’arredo. E qui, sorpresa, un mix di design contemporaneo italiano e nordico, vintage e note esotiche entrano da protagonisti nel palazzo. “I leoni di teak a guardia dell’ingresso, i mobili, le luci e i preziosi tappeti sono arrivati con noi. Comprati negli anni e stipati nel magazzino, li abbiamo spediti dalla Svezia su navi cargo”.

In più, ci sono alcuni pezzi della nuova collezione Mointerior by Marie Olsson e qualche trouvaille dei mercatini di Palermo. “Qui i locali hanno volumi così ampi e altezze tali che riempirli è impossibile. Per quanti arredi e oggetti uno metta sembrano sempre vuoti”, considera. Di fatto oggi si direbbe tutto pronto. “Quasi. Mancano da ultimare i locali al piano terra e dovremo occuparci del giardino. Forse troveremo anche posto per una piscina, chissà…”.