In Belgio, Bart America ristruttura i due livelli superiori di una townhouse dei primi del Novecento. Ridefinendo gli spazi attraverso aperture verticali e superfici tattili
A quindici anni dalla loro prima collaborazione, l’architetto Bart America torna a lavorare con gli stessi committenti per ripensare i due livelli superiori di una townhouse dei primi del Novecento nel centro di Anversa. House V.24 nasce così dall’esigenza di costruire uno spazio luminoso, capace di accompagnare una nuova fase della vita domestica.
L’appartamento si colloca nella parte retrostante dell’edificio, con affacci sui giardini comuni. Da qui prende forma una strategia progettuale basata sull’apertura verticale. La rimozione di una porzione del solaio intermedio introduce un ambiente a doppia altezza che connette visivamente e spazialmente i due livelli.
Una grande finestra a tutta altezza porta la luce naturale in profondità, illuminando sia la zona giorno sia la camera padronale collocata al piano superiore. Una finestra interna con telaio in acciaio garantisce una separazione acustica tra gli ambienti, mantenendo al tempo stesso una continuità visiva. Mentre tende giapponesi regolabili consentono di modulare la privacy.
Con pochi elementi originali ancora presenti, il progetto lavora su proporzioni e materiali per evocare il carattere dell’epoca. Le altezze dei soffitti e l’uso di materiali naturali come legno, bronzo e acciaio, declinati in finiture tradizionali, definiscono un linguaggio coerente che si estende anche agli arredi su misura.
Gli arredi, progettati in collaborazione con Michaël Verheyden, dialogano con una palette dai toni morbidi e sobri. Nel living, un divano e un pouf disegnati ad hoc introducono una geometria misurata all’interno del volume verticale. Mentre un’opera di Stijn Van Steendam si colloca su una delle pareti più alte, diventando un punto di equilibrio visivo.
Accanto allo spazio principale, una zona lettura più raccolta definisce un ambiente introverso. Scaffalature in rovere su misura e una seduta integrata costruiscono un sistema compatto, mentre toni più scuri e un soffitto ribassato intensificano la sensazione di intimità.
Nelle aree dedicate alla cucina e alla sala da pranzo, House V.24 lascia parlare i materiali. Una palette composta da rovere, marmo e resina mette in primo piano le superfici e le loro qualità tattili. Un banco monolitico in marmo Portoro, caratterizzato da una linea curva, segna l’ingresso alla cucina e articola la transizione tra gli spazi. Di fronte, un tavolo da pranzo con finitura in resina riflette la luce e il verde esterno, amplificando la luminosità dell’ambiente.