Madeleine Blanchfield Architects firma una casa in cui giardino, storia e contemporaneità convivono con naturalezza. L’ampliamento gioca con forme curve e materiali scultorei, mentre oggetti e opere di famiglia restituiscono un’intimità autentica e raffinata
Lillelund House accoglie fin dall’ingresso con la quieta presenza del giardino, che filtra negli ambienti come una costante visiva e sensoriale. Il nome – derivato dal cognome danese dell’antenato del cliente e che significa “piccola foresta” – diventa chiave narrativa di un progetto che intreccia natura, memoria e un design calibrato.
Madeleine Blanchfield Architects rilegge un Californian Bungalow del 1914 attraverso un ampliamento che rende la casa luminosa e rarefatta, mettendo in dialogo stili e tempi diversi. Un portale ad arco, ripreso dalle curve originarie del camino e delle finestre, segna la soglia tra passato e presente, mentre il pavimento scende e le volte si innalzano generando una nuova ampiezza.
Al centro della zona giorno, un’isola in cemento su pilastri cilindrici assume un carattere quasi scultoreo, accompagnata da soffitti ritmati da geometrie curve che rafforzano la vocazione contemporanea dell’intervento.
Il progetto, maturato nel tempo, si nutre dell’immaginario del cliente – stilista e costume designer – e di una sensibilità condivisa per l’arte e l’artigianato. La storia familiare emerge nei dettagli: le pitture Taubmans omaggiano l’antenato fondatore della casa produttrice, mentre arredi e opere ereditate conferiscono un tono personale e intimo.
L’eclettismo calibrato che combina pezzi vintage, design parigino, londinese e australiano trova equilibrio nella classicità moderna degli spazi: sedute d’epoca convivono con un divano curvo Pierre Augustin Rose, e la disposizione circolare rispecchia la grammatica architettonica delle volte.
Lillelund House è quindi un esercizio di misura e intensità. Un progetto che amplifica l’identità originaria della casa senza forzarla, restituendo un ambiente sereno, funzionale, legato alla propria storia e allo stesso tempo aperto a una contemporaneità sofisticata. Una dimora che, come afferma il cliente, “non si vorrebbe mai lasciare”.