Una grande residenza viene ricondotta alla scala domestica attraverso un progetto che trasforma un volume sovradimensionato in una sequenza di ambienti calibrati
A Surat, studio D’WELL interviene su una residenza di grandi dimensioni costruendo un ecosistema che riorganizza scala, luce e materia. Il progetto lavora principalmente sugli interni, definendo uno spazio continuo articolato per soglie e variazioni di altezza. A fronte di una superficie di circa mille metri quadrati, la scala viene ridotta per via percettiva intervenendo su profondità, sequenze e prospettive.
L’intervento si confronta con una struttura esistente articolata su quattro livelli, rispetto alla quale le possibilità di modifica sono limitate. La trasformazione avviene quindi attraverso superfici, elementi costruttivi e controllo della luce. A partire dall’ambiente più sovradimensionato, il soggiorno a doppia altezza che viene ricalibrato ma senza modificarne la geometria.
La prima cosa che si registra entrando è la pietra. Un basalto lavorato a mano corre lungo la parete del soggiorno fino all’altezza dello sguardo: una superficie irregolare, che reagisce alla luce naturale e ne registra le variazioni nel corso della giornata. La sua presenza definisce un piano continuo all’interno dello spazio a doppia altezza, introducendo un riferimento intermedio tra pavimento e volume complessivo.
Lo sviluppo verticale dell’edificio si organizza attorno alla scala, che attraversa tutti i livelli dell’abitazione. I gradini sono rivestiti in travertino, in continuità con le superfici orizzontali degli interni, mentre il parapetto in acciaio inox introduce una componente riflettente. Una parete in basalto accompagna lo sviluppo verticale fino all’ultimo livello, lavorando come elemento continuo di orientamento. Aperture laterali lungo il percorso consentono l’ingresso della luce naturale evitando una chiusura completamente opaca e mantenendo una relazione visiva indiretta tra i piani.
L’uso dei materiali segue la logica distributiva. Il basalto si concentra negli elementi verticali e nelle superfici di maggiore presenza, dove introduce densità e profondità. Il travertino definisce piani di calpestio, scale e superfici orizzontali, stabilizzando la continuità tra gli ambienti. L’acciaio interviene invece nei dispositivi costruttivi e negli arredi fissi, apportando un accento high tech. Le finiture a calce uniformano le superfici murarie, lavorando in relazione alla luce e riducendo i contrasti tra i diversi elementi.
Questa articolazione si riflette anche negli ambienti di servizio. In cucina, le superfici di lavoro in acciaio si affiancano a un’isola in travertino, mantenendo la stessa relazione già presente in altri ambienti. Al livello superiore, un open deck introduce l’unica variazione esplicita all’interno dell’impianto complessivo della casa. Si tratta di uno spazio parzialmente aperto e protetto, che si configura come un’estensione controllata dell’interno. La continuità materica è mantenuta attraverso superfici minerali e assenza di soglie nette, mentre la luce naturale entra in modo più diretto rispetto agli altri ambienti.
Nel suo complesso, l’intervento si costruisce attraverso una serie di operazioni puntuali. La riduzione della scala percepita avviene attraverso l’articolazione dello spazio. Ne deriva un interno in cui i diversi ambienti sono connessi senza soluzione di continuità, e le variabili sono affidate alla composizione dei volumi.