A Sydney, Folk Studio trasforma uno spazio industriale in un loft contemporaneo. Dove mattoni a vista, toni terrosi ed elementi a scacchiera scolpiscono ambienti inondati di luce
Nel centro di Pyrmont, all’interno degli storici Woolstores di Sydney, Folk Studio trasforma un appartamento industriale in The Gambit Loft. L’intervento parte da una condizione iniziale segnata da ambienti bui e frammentati. “Quello che avrebbe dovuto essere un rifugio urbano luminoso appariva più come una caverna”, racconta Mariah Burton, co-founder dello studio.
Da qui nasce un progetto radicale, che riporta lo spazio alla sua essenza mantenendo solo gli elementi strutturali: il mattone a vista, il pilastro in cemento e i pavimenti in legno, successivamente ricolorati in una tonalità bruno cioccolato.
La riorganizzazione planimetrica restituisce continuità e apertura. La rimozione della vecchia veranda libera il soggiorno, mentre la camera principale viene chiusa per garantire maggiore intimità, integrando al contempo soluzioni su misura che ottimizzano lo spazio.
Folk Studio costruisce l’identità dell’appartamento attraverso una palette calibrata e stratificata. Le pareti chiare, trattate con finiture a calce, amplificano la luce e definiscono un fondale neutro, mentre gli ambienti più raccolti si tingono di tonalità calde e terrose – argilla, marroni profondi, sfumature sabbiose – che introducono una dimensione più intima.
“Volevamo trovare un equilibrio tra toni avvolgenti e una percezione di leggerezza”, spiega Burton. “Ogni colore è stato scelto per evocare atmosfera e permettere alla luce di attraversare gli spazi in modo morbido”.
La matericità gioca un ruolo centrale. Pietra naturale dalle sfumature rosate, legni caldi, superfici in travertino e inserti in terrazzo costruiscono un linguaggio coerente, in dialogo con la rudezza dell’involucro originario. In cucina, l’isola rivestita in piccole piastrelle di terracotta introduce una trama grafica che richiama il motivo della scacchiera.
Gli interni bilanciano rigore e morbidezza. Alle linee nette della struttura industriale, infatti, si contrappongono arredi dalle geometrie arrotondate: il tavolo da pranzo, le sedute integrate e il divano definiscono un paesaggio domestico più accogliente. Le tende leggere in lino filtrano la luce naturale e introducono un rapporto visivo con l’esterno, creando un contrasto delicato con le tonalità più profonde degli interni.
Nei bagni, l’intervento lavora per stratificazione e riuso. Le piastrelle arancioni originali vengono recuperate e integrate con nuove superfici in pietra naturale e arredi in tonalità argilla, dando forma a spazi dall’atmosfera più raccolta e materica. “Perché eliminare ciò che può essere valorizzato?”, osserva Burton. “Il riuso ci ha permesso di preservare il carattere originario riducendo allo stesso tempo gli sprechi”.