A Brooklyn, Worrell Yeung trasforma un’ex fabbrica degli Anni 20 in ambienti di lavoro dallo stile industrial. Materiali ruvidi e grezzi, segnati dal tempo, dialogano con nuovi innesti contemporanei. Che rileggono l’eredità manifatturiera del sito in chiave flessibile e attuale
A Brooklyn, all’angolo tra Washington Avenue e Park Avenue, lo studio Worrell Yeung trasforma 77 Washington, un’ex fabbrica in muratura degli Anni 20, in un complesso di spazi di lavoro flessibili che dialoga con la memoria industriale del quartiere. Il progetto coinvolge l’edificio principale di sei piani e quattro strutture storiche adiacenti, riattivate attraverso un intervento di adaptive reuse che mantiene leggibile il carattere originario del sito.
Il volume centrale, di 3.500 metri quadrati, organizza l’insieme. Attorno a questo si dispongono edifici a un piano destinati a studi per artisti e fotografi. Worrell Yeung interviene in modo puntuale, ristabilendo le aperture originarie a livello strada.
Le nuove vetrate amplificano l’ingresso della luce naturale e rendono visibile l’attività interna. Mentre una parete finestrata in vetrocemento nello studio d’angolo diffonde una luminosità uniforme che, di sera, trasforma l’edificio in una lanterna urbana.
Il progetto per 77 Washington nasce dalla volontà di valorizzare le stratificazioni esistenti. “Gli edifici erano così ricchi di storia che volevamo preservare questo retaggio”, spiega il founder dello studio Max Worrell. “La fabbrica in mattoni resta sostanzialmente intatta, mentre i volumi minori ricevono una nuova finitura blu scuro che li unifica visivamente. Permettendo al complesso di essere percepito come un insieme coerente”.
Gli spazi aperti assumono un ruolo centrale nella nuova configurazione. La rimozione di una copertura preesistente libera una corte privata, oggi piantumata e pavimentata in ghiaia su progetto di Michael van Valkenburgh Associates. Sul lato opposto, la demolizione di un garage lascia spazio a un giardino accessibile a tutti gli utenti e a un’area per il deposito delle biciclette.
Le superfici esterne in mattoni conservano le tracce delle strutture precedenti, mentre cancelli lignei originali restano visibili dalla strada. Le sedute nascono invece da tronchi di quercia recuperati da un costruttore navale a seguito delle tempeste degli ultimi anni.
All’interno, 77 Washington adotta una palette materica che richiama le qualità ruvide e durevoli delle fabbriche storiche di Brooklyn. Pavimenti in calcestruzzo, ringhiere e porte in acciaio grezzo definiscono gli spazi comuni e gli ambienti di lavoro. Le pareti in mattoni, segnate da strati di vecchie pitture, dialogano con superfici bianche e pavimentazioni uniformi che introducono un contrappunto contemporaneo.
Il linguaggio progettuale si fonda su un dialogo costante tra recupero e nuova costruzione. I travetti lignei originali trovano una seconda vita come tavolo per la sala riunioni e come panca per la lobby, grazie alla collaborazione con un artigiano locale.
Un motivo a griglia ricorre in diversi elementi – dai pavimenti metallici ai pannelli in vetrocemento fino alle pareti in compensato – e si estende alle schermature degli ascensori.
Come sottolineano dallo studio: “Questi interventi richiamano l’estetica degli edifici industriali e dei magazzini del Navy Yard, che storicamente utilizzavano griglie nelle finestre, nelle recinzioni e nei moli”.
Attraverso interventi misurati e materiali essenziali, 77 Washington mantiene intatta la propria identità industriale e accoglie una nuova comunità creativa, riorganizzando lo spazio in un sistema luminoso e adattabile.