Progettato da Roomoo Design Studio, Cloudhaus Hotel propone un’interpretazione dell’ospitalità come esperienza spaziale unitaria. Basata su materiali locali, arredi integrati e un rapporto diretto con la natura
Immerso nel paesaggio delle Jinfo Mountain, nel sud-ovest della Cina, Cloudhaus Hotel nasce dalla trasformazione di un edificio preesistente, originariamente destinato a funzioni commerciali. Il progetto, curato da Roomoo Design Studio, qui affronta il tema dell’ospitalità come dispositivo di mediazione tra architettura, paesaggio e cultura locale.
L’intervento si colloca nel solco del riuso adattivo, ma ne supera l’approccio meramente funzionale. La preesistenza non viene semplicemente rifunzionalizzata, bensì reinterpretata come infrastruttura aperta, capace di accogliere nuovi usi e relazioni spaziali senza negare la sua origine.
L’edificio si sviluppa su cinque livelli e ospita 24 camere, oltre agli spazi comuni e ai servizi. La posizione, su un versante montano a circa 1.200 metri di quota, diventa elemento generativo del progetto. Orientamenti, percorsi e aperture sono calibrati per costruire una relazione continua con il paesaggio, che entra visivamente e percettivamente negli interni.
La facciata rielaborata introduce una scansione verticale leggera, ottenuta attraverso telai chiari e superfici filtranti, che attenua il volume originario dell’edificio. Più che un nuovo involucro, si tratta di un sistema di mediazione climatica e visiva, pensato per accompagnare la transizione fra natura e spazio costruito.
L’ingresso è preceduto da una piattaforma sopraelevata, collegata all’unica strada di accesso da un ponte. Una soglia dilatata, che anticipa uno dei temi portanti del progetto: una sequenza interna priva di cesure nette tra aree comuni, percorsi e ambiti privati.
La lobby e le aree comuni si configurano come spazi permeabili, dove la distinzione tra interno ed esterno viene continuamente messa in discussione. Ampie superfici vetrate, una disposizione fluida degli arredi e riproduzioni in scala delle architetture rurali locali favoriscono un uso non rigidamente programmato degli spazi.
Roomoo lavora su una palette di materiali basici, in gran parte legati al contesto: pietra locale, legno, bambù e superfici minerali definiscono un ambiente sobrio, privo di effetti scenografici. Frequenti – ma misurati – i contrasti tra superfici ruvide e finiture lisce, luce naturale diffusa e illuminazione puntuale. Le camere, orientate verso il paesaggio, rinunciano a soluzioni standardizzate per privilegiare un rapporto diretto con l’esterno: grandi aperture, sedute integrate, arredi progettati come parti dell’architettura.
La scelta dei materiali risponde a una duplice logica: riduzione dell’impatto ambientale e valorizzazione delle pratiche costruttive locali. E l’uso di materiali riciclati e di tecniche artigianali è integrato in modo naturale nel linguaggio del progetto. Questa attenzione si riflette anche nella gestione della luce, della ventilazione e delle relazioni tra pieni e vuoti, che contribuiscono a ridurre il fabbisogno energetico senza ricorrere a soluzioni tecnologiche invasive.
Il Cloudhaus Hotel propone una lettura dell’ospitalità contemporanea fondata sulla misura e la continuità. L’edificio si presenta come parte del sistema paesaggistico e culturale più ampio, producendo qualità architettonica attraverso rigore, attenzione al contesto e governo del dettaglio.