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Estate italiana

Specializzati nel restauro e nel recupero di trulli e masserie, gli architetti Flore e Venezia firmano un nuovo intervento nella campagna pugliese

La bellezza semplice degli edifici di campagna ha un equilibrio delicato, che rischia di essere compromesso da ristrutturazioni massive e troppo invadenti. Lo sanno bene Aldo Fiore e Rosanna Venezia che da anni lavorano su questi manufatti, trasformandoli – nel rispetto della loro storia e dei loro caratteri identificativi – in residenze, alberghi, agriturismi. Tra i lavori meglio riusciti l’intervento sulla Masseria Santa Filomena che padroneggia dall’alto la piana degli ulivi secolari e il mare della città bianca di Ostuni.

«La Masseria si presenta imponente, con tre piani costruiti sopra un frantoio ipogeo in cui si lavoravano le olive e si produceva un olio famoso in tutto il mondo – dicono gli architetti – Oggi è una struttura ricettiva adatta a ospitare amanti della Puglia che intendono immergersi nella storia plurisecolare di una struttura completamente realizzata in pietra e con coperture a volte di assoluto fascino».

Il piano terra è destinato agli spazi comuni: cucine, zona pranzo e un living che è collegato con l’esterno attraverso due grandi aperture ad arco che dialogano con un camino in pietra, realizzato con materiale di recupero della vecchia costruzione. Sottolineano Flore e Venezia: «Questo livello nel passato era destinato a stalle e fienili, un’architettura povera ma maestosa allo stesso tempo. Le volte in pietra, lasciate tali, spiccano dai pilastri bianchi di calce che ne sorreggono il peso».

Il primo piano, ovvero l’antica casa padronale, ha mantenuto le caratteristiche originali, ma è stata divisa in sei suite. «Tutte le camere hanno un’area esterna, una terrazza o piccolo giardino privato. Per alcune abbiamo creato anche piccole vasche riscaldate a uso privato dei clienti». Dopo un attento studio delle tracce di pigmento trovate sulle pareti, i progettisti hanno scelto tonalità tenui per ogni stanza. Per esempio il salone principale, con il suo balcone loggiato a tre archi, è dipinto di azzurro tenue.

Gli interni sono molto semplici, con pochi elementi d’arredo, spesso di recupero, oggetti semplici che non entrano in conflitto con la bellezza delle finiture e dei dettagli architettonici. «Particolare attenzione è stata dedicata all’illuminazione, mai sfavillante». Molte lampade in pietra sono state disegnate dagli architetti e customizzate dalla ditta Progetto Arte di Matera. Altre, con paralumi in tessuto, hanno colori che matchano con quelli scelti per le pitture parietali.

All’esterno, la Masseria Santa Filomena è stata intonacata di bianco, lasciando “al naturale” solo alcuni dettagli in pietra locale, come le cornici delle finestre e i corrimano. «I giardini e l’aranceto perimetrato da murature in tufo che proteggono le piante dal vento di maestrale fanno da basamento visivo della masseria. I muretti in pietra a secco delimitano i percorsi, sostengono i salti di quota del terreno dando vita a terrazzamenti. E proprio su uno di questi abbiamo ricavato una piscina dalle forme organiche che si fonde con la vista del mare azzurro in lontananza».