Un rifugio che abita il vuoto e si dissolve nella foresta: in Giappone, Studio Inspatia traduce il principio dello spazio negativo in un santuario architettonico sospeso su pilastri d’acciaio. Con tre volumi disposti a Y che si raccolgono intorno a un cortile zen
Avvolto dalle foreste di Kitakaruizawa, Forest Within si presenta come un retreat residenziale in cui la tradizione giapponese incontra lo sguardo contemporaneo di Studio Inspatia, fondato da Munish e Shivam Takulia. Radicato nella filosofia zen e nei principi dell’equilibrio spaziale, l’edificio instaura un profondo dialogo con il paesaggio, dando vita a un santuario silenzioso.
Situato alle pendici boscose del Monte Asama – una regione rinomata per il suo terreno vulcanico – il progetto risponde alla conformazione del suolo adottando una struttura sopraelevata. Leggermente appoggiato su esili pilastri d’acciaio, l’edificio preserva le pendenze e la vegetazione originarie, riducendo al minimo l’impatto ambientale. La pianta si articola in tre volumi principali: il Living Hub, il Wellness Retreat e la Sleeping Wing, disposti a 120 gradi per formare una configurazione a Y. Questa scelta non è solo funzionale, ma simbolica: rappresenta il ritmo ciclico del tempo tipico della tradizione giapponese.
Il cuore del sito è un cortile circolare, denominato Forest Valley. Ispirato al concetto dei giardini zen, questo spazio agisce come fulcro visivo e spaziale, incorniciando le chiome degli alberi e offrendo un luogo di quiete e contemplazione all’interno della composizione architettonica. Da questo vuoto centrale si dipartono i tre blocchi, che definiscono in modo chiaro le diverse funzioni, pur mantenendo un linguaggio coerente e unitario.
Forest Within si fonda sul principio del ma, il concetto giapponese di spazio negativo, che valorizza il vuoto come momento architettonico intenzionale. Il corridoio perimetrale ispirato all’engawa dissolve il confine tra interno ed esterno, fungendo da spazio di transizione che muta con la luce, le stagioni e l’uso. Le pareti vetrate avvolgono l’edificio, rafforzando la trasparenza e incorniciando scorci di bosco secondo il principio dello shakkei, ovvero di “paesaggio preso in prestito”.
La palette si gioca su un mix di pietra basaltica, calcestruzzo riciclato, tegole in argilla e cipresso giapponese. Materiali che rimandano alle tradizioni regionali, garantendo al contempo efficienza termica, qualità tattile e un basso impatto ambientale. La copertura, leggermente curva e inclinata per favorire il deflusso di pioggia e neve, riecheggia il profilo naturale del terreno e richiama le forme delle abitazioni storiche giapponesi.
Il Living Hub funge da spazio conviviale, con cucina a vista, zona pranzo e un’area ribassata attorno al camino. Il Wellness Retreat ospita un onsen privato, rivestito in cemento scuro e legno, che si apre su vedute del bosco. La Sleeping Wing accoglie le camere da letto e terrazze appartate, favorendo intimità e quiete. Ogni ambiente è visivamente connesso al paesaggio, pur restando acusticamente e termicamente protetto grazie a strategie di progettazione passiva. Più che imporsi sul sito, Forest Within vi si dissolve. L’architettura è calibrata per amplificare la percezione del tempo, delle stagioni e dell’atmosfera: dalla luce filtrata sui soffitti lignei al fruscio del vento tra le chiome degli alberi.