Spa Wellness
Glacial Waters

In Canada, Matteo Thun plasma un rifugio termale con vista sulle Montagne Rocciose. Un’incisione scavata nella terra, con una piscina a sfioro che sembra un’estensione cristallina del lago

Dopo vent’anni di attesa, il Basin Glacial Waters ha finalmente preso forma all’interno del Fairmont Chateau Lake Louise, storica struttura ricettiva adagiata sulle rive del celebre lago canadese, nel cuore delle Montagne Rocciose.

Progettato da Matteo Thun & Partners, il nuovo centro benessere è un’alcova contemporanea che sembra nascere dalla terra, dissolvendo i confini tra architettura e paesaggio. Come spiega Matteo Thun il centro, infatti, è stato proprio concepito come un’incisione scavata nel terreno “L’idea era quella di estrarre una porzione del suolo per creare uno spazio protetto, capace di aprirsi alla vista del lago e del ghiacciaio”.

La nuova area wellness sorge sul sito della storica piscina all’aperto dell’hotel, costruita nel 1926 e chiusa negli Anni 80: un luogo simbolico, restituito oggi alla sua vocazione originaria di rigenerazione e contemplazione. L’accesso al centro introduce un vero e proprio viaggio sensoriale.

La reception, posta in posizione rialzata, accompagna gli ospiti in una lenta discesa verso l’area dei bagni termali: un percorso sinuoso affiancato da un canale d’acqua che scorre su ciottoli levigati, evocando il ritmo naturale del lago. Lo spazio si dilata poi all’improvviso nel volume principale, dove le ampie finestre ad arco incorniciano il paesaggio.

Le aperture, omaggio all’architettura storica del Fairmont Chateau, mettono in scena un dialogo continuo tra interno ed esterno, catturando le variazioni del cielo, le nebbie del mattino e i riflessi del ghiacciaio. “L’architettura non deve gridare – continua Thun – ma fondersi con ciò che la circonda”.

Una filosofia che si riflette anche nella scelta dei materiali: legno di cedro e abete rosso per gli interni, pietra e intonaco grezzo all’esterno per restituire la matericità del paesaggio alpino, con ciottoli e calce che richiamano il fondale del lago.

La ceramica, impiegata come alternativa sostenibile alla pietra naturale, assicura resistenza e durabilità in un ambiente costantemente esposto all’acqua e agli sbalzi termici. La struttura segue una logica che potremmo definire “box within a box”: all’interno del volume principale, infatti, si inseriscono spazi più raccolti che accolgono le funzioni primarie – saune, bagni di vapore, spogliatoi – mentre le aree circostanti definiscono percorsi termali, vasche e zone di sosta.

Il risultato è un fluire naturale tra momenti di intimità e socialità, dove la Silent Salt Relax Room invita al raccoglimento e le piscine favoriscono la condivisione e l’apertura. La piscina a sfioro si prolunga senza interruzioni verso la terrazza, come un’estensione cristallina del lago, mentre la sauna esterna Aufguss mantiene un dialogo visivo con gli ambienti interni.

In equilibrio tra dentro e fuori, il Basin Glacial Waters risponde alle trasformazioni stagionali del paesaggio canadese. Nei mesi invernali, per esempio, l’edificio si fonde letteralmente con la neve, diventando parte del paesaggio, quasi scomparendo nella luce bianca del ghiaccio.

Questo articolo è estratto da Around Water 11. Sfoglia il magazine