L’eredità coloniale incontra il design contemporaneo nel nuovo hotel di Grupo Habita a Merida. Un progetto dello studio Zeller & Moye
Nel centro di Mérida – la Città Bianca dello Yucatán – il nuovo Hotel Sevilla di Grupo Habita è un omaggio raffinato all’incontro tra memoria storica e design contemporaneo. Sorto all’interno di un’antica hacienda del XVI secolo, l’edificio era ormai in rovina quando il gruppo alberghiero lo ha riscoperto ormai sette anni fa. Oggi, grazie al progetto dello studio Zeller & Moye – con sede a Città del Messico e a Berlino – la tradizione coloniale rivive in un racconto armonico, che unisce il passato al futuro.
L’intervento conserva la facciata originaria e la struttura a corte, interpretandole con rispetto e leggerezza. Christoph Zeller e Ingrid Moye hanno infatti scelto di non mascherare il dialogo tra epoche, ma piuttosto di farlo emergere con equilibrio. Pietra e legno d’epoca convivono con nuovi volumi in cemento – una scala a spirale, un bar e una piscina – che dichiarano apertamente la loro contemporaneità.
“Siamo conosciuti per dare nuova vita a spazi dimenticati, mantenendone l’anima e aggiungendo elementi di comfort e innovazione”, racconta Carlos Couturier, co-founder di Grupo Habita.
Gli ospiti vengono accolti in una lobby luminosa, dove pavimenti in pietra, pareti in calce e una reception in cemento introducono il linguaggio materico del progetto. Da una finestra, la vista si apre sul cortile centrale, cuore sociale dell’hotel. Qui quattro alberi di mandorlo ombreggiano un wine bar all’aperto, mentre la spettacolare scala in cemento conduce al bistró al primo piano.
Gli spazi interni del resort mantengono un fascino sobrio e vibrante. I corridoi porticati, incorniciati da grandi piante in vasi d’argilla e da soffitti in legno tropicale restaurato, conducono alle 17 camere e 4 suite. Ogni ambiente è unico per dimensioni e disposizione, ma coerente nel linguaggio.
Pavimenti in ceramica nera ispirati alle case yucateche, arredi custom in legno locale dal gusto modernista e tessuti in fibre di henequén a rivestire lampade e sedute. Dietro le testate dei letti, bagni caratterizzati da superfici in cemento grezzo e accessori in ottone spazzolato creano un’atmosfera essenziale e materica.
Sul retro dell’edificio, il vecchio ricovero per cavalli è stato riconvertito in un secondo cortile più intimo, dominato da una piscina in cemento dalle geometrie decise. Qui un muro in pietra originale divide due differenti profondità, creando passaggi suggestivi tra le due aree d’acqua.
Gli architetti hanno scelto di utilizzare cemento colato in opera per tutte le nuove aggiunte. Un materiale locale, robusto e durevole, che entra in contrasto visivo con l’architettura storica senza alterarla, ma anzi valorizzandone la presenza.
Accanto alla piscina, il centro benessere reinterpreta il rituale del Tuj, la sauna maya, accompagnata da vasche di immersione fredda. E gli ospiti possono creare il proprio percorso rigenerante ispirato ai rimedi ancestrali dello Yucatán.
Con Hotel Sevilla, Grupo Habita conferma la propria vocazione nel trasformare luoghi carichi di storia in esperienze di ospitalità contemporanea. Ed è perfetto, in questo caso, lo stile essenziale dello studio Zeller & Moye, che dialoga con l’eredità coloniale creando una nuova forma di bellezza senza tempo. Dove ogni superficie, colore e materiale racconta il legame indissolubile tra territorio, memoria e futuro.