HOTEL
Hotel La Martine

PPAA firma a Città del Messico un boutique hotel che si sottrae al ritmo urbano, costruendo un rifugio silenzioso. Pareti dai toni caldi e polverosi fanno da sfondo a una composizione di arredi contemporanei e oggetti artigianali, esprimendo un linguaggio autentico e volutamente imperfetto

Nel tessuto compatto di Città del Messico, La Martine prende forma come un boutique hotel che rilegge l’architettura attraverso una gestione attenta di spazio, luce e materia. Firmato dallo studio PPAA – fondato da Pablo Pérez Palacios e noto per un approccio che mette al centro il rapporto sensoriale tra individuo e ambiente – l’edificio si sviluppa su un lotto stretto, affrontando i limiti imposti dal contesto urbano.

Fin dall’inizio, La Martine individua nella luce naturale il proprio tema principale. Un grande lucernario centrale, integrato con il sistema della scala, funziona come un condotto verticale che porta la luce dall’alto fino ai livelli inferiori, definendo un asse spaziale chiaro e continuo. Questo dispositivo non risolve soltanto un’esigenza tecnica, ma costruisce l’identità stessa di LaMartine, dove la luce diventa strumento di relazione tra gli ambienti.

Verso la strada, la facciata stabilisce un equilibrio misurato tra apertura e riservatezza. Le camere dotate di balcone adottano una rete traslucida che filtra lo sguardo: dall’esterno protegge l’intimità degli spazi, mentre dall’interno mantiene un rapporto diretto con la città. Questo elemento svolge anche una funzione climatica, contribuendo a regolare la temperatura e migliorare il comfort degli ambienti.

Gli interni, curati da Aagnes Studio, sviluppano un linguaggio coerente con l’architettura attraverso una ricerca basata su semplicità e materiali grezzi. Linee morbide, oggetti in pietra, legni scolpiti e superfici tattili costruiscono un’atmosfera raccolta, dove ogni elemento si inserisce con naturalezza.

La struttura accosta arredi contemporanei a pezzi più imperfetti, che rivelano la loro origine artigianale, rafforzando un senso di autenticità diffusa. Fibre naturali e tessuti leggeri modulano la luce, accompagnando la continuità tra interno ed esterno e contribuendo a definire un ambiente caldo e silenzioso.

La scelta cromatica segue un registro monocromatico che amplifica la percezione dello spazio. Le pareti riflettono la luce e generano profondità, mentre arredi in tonalità neutre – sedute intrecciate, rivestimenti in lino, superfici in travertino – si integrano in equilibrio. Opere d’arte selezionate introducono contrasti puntuali attraverso superfici scure e tele trattate a mano nei toni dell’ocra.

Parallelamente, La Martine integra anche strategie legate alla sostenibilità, tra cui un sistema di raccolta dell’acqua piovana e la presenza di aree verdi sul retro dell’edificio, che favoriscono il raffrescamento naturale e rafforzano il legame con il paesaggio.