HOTEL
Mira Earth Studios

Mira Earth Studios nasce da una scelta insolita: costruire sul terreno più accidentato della Valle de Guadalupe. Un progetto in cui è il paesaggio a stabilire le regole

Nella Valle de Guadalupe, principale regione vinicola del Messico, il paesaggio alterna filari, rilievi granitici e vegetazione semi-arida. Un panorama aspro, che sembra opporsi a qualunque gesto troppo invasivo.

Quando Nicolas e Hannah Kendall hanno iniziato a immaginare, in questo contesto, Mira Earth Studios, hanno deciso – insieme agli architetti Patricia Juniette e Zarruk Bermudez – di assumere questa complessità come punto di partenza; hanno scelto dunque una delle porzioni più impervie del territorio e lasciato che fossero la roccia e la topografia del luogo a definire l’architettura prima ancora che il disegno prendesse forma.

La forza del progetto non risiede nella varietà dei volumi costruiti, ma nel modo in cui la loro ripetizione dialoga con un terreno che non è mai uguale a se stesso

È una decisione che ribalta l’approccio progettuale più consueto: invece di cercare un sito facilmente edificabile, i fondatori dello studio hanno individuato un terreno in cui ogni volume avrebbe dovuto confrontarsi con pendenze e massi, rendendo l’hotel una conseguenza diretta del territorio.

Dieci volumi identici dall’aspetto dichiaratamente artificiale si susseguono lungo il versante come un’unica architettura scomposta. La ripetizione del modulo rende il progetto semplice solo in apparenza: è il paesaggio, con le sue rocce affioranti e i continui cambi di quota, a determinare infatti la sua complessità.

Questa relazione continua con il terreno si riflette anche nella costruzione: i muri in terra battuta restituiscono una massa materica che sembra appartenere allo stesso paesaggio geologico. Le superfici conservano la stratificazione propria della tecnica costruttiva, mentre cemento, acciaio brunito, legno e pietra compongono una palette ridotta, pensata per accompagnare le tonalità del contesto.

Terra battuta, cemento, pietra, acciaio brunito e legno definiscono una palette essenziale, in continuità con le tonalità minerali della valle

Anche gli interni seguono la stessa logica: gli spazi sono organizzati su livelli sfalsati che assecondano il dislivello naturale, evitando una distribuzione completamente orizzontale. Le grandi aperture scorrevoli eliminano il confine tra interno ed esterno, trasformando le terrazze in un’estensione delle suite.

Ogni unità dispone di una plunge pool riscaldata, un focolare e, in alcune configurazioni, di una sauna privata: elementi pensati per diventare punti privilegiati da cui osservare il paesaggio. La scelta di un interior essenziale nasce proprio dalla volontà di non competere con il panorama: gli arredi, in gran parte realizzati su misura, privilegiano forme archetipiche, materiali naturali e finiture prive di eccessi decorativi, lasciando che siano luce e ombra a dare profondità e atmosfera agli ambienti.

Le grandi vetrate scorrevoli dissolvono il confine tra interno ed esterno, trasformando ogni terrazza in una naturale estensione dello spazio abitato

Gli spazi comuni proseguono questa visione: la piscina, il ristorante e le aree all’aperto non costituiscono un podio artificiale sopra il paesaggio, ma si inseriscono armoniosamente tra le rocce esistenti, seguendo la stessa logica compositiva delle suite.

Mira Earth Studios propone un’idea diversa di lusso, che rinuncia all’eccezionalità degli oggetti e alla spettacolarità dell’architettura per abbracciare, invece, la capacità di riconoscere il valore del luogo e accettarne i limiti. Come un gesto di vera architettura.