Un involucro monomaterico dal layout etereo e transitorio. La boutique newyorkese del brand di moda Nanushka, firmata da Matteo Corbellini, evoca “l’arte dell’impacchettamento” di Christo e Jeanne-Claude
L’architetto Matteo Corbellini firma l’allestimento del nuovo flagship store di Nanushka a New York, un progetto che incarna la filosofia del brand di moda ungherese attraverso uno spazio minimalista e impalpabile. Situata nel cuore di Soho, la boutique rappresenta un rifugio elegante e meditativo, studiato per offrire un’esperienza fluida e aperta, dove i visitatori possono immergersi e concentrarsi sulle ultime creazioni del marchio.
Nanushka, fondata nel 2005 dalla designer Sandra Sándor, ha aperto il suo nuovo spazio a New York dopo aver consolidato la sua presenza a Budapest, Londra e Shanghai. Con il suo stile raffinato e minimale, il brand è noto per l’attenzione ai dettagli e la sostenibilità delle sue collezioni. Questa filosofia si riflette perfettamente nell’allestimento di Corbellini. L’architetto, infatti, ha scelto di utilizzare tessuti grezzi e impalpabili per creare la scenografia dello store, un’installazione che gioca con i concetti di transitorietà e impermanenza.
Il nuovo layout è caratterizzato da una combinazione di elementi fissi e mobili, che suddividono lo spazio in modo dinamico. I tessuti, in costante movimento, si intrecciano creando un contrasto tra stabilità e fluidità. Questo approccio richiama “l’arte dell’impacchettamento” di Christo e Jeanne-Claude, con un’attenzione particolare alla temporalità: lo spazio diventa un evento effimero, in cui ogni elemento è destinato a trasformarsi e diventare altro da sé.
“Lo spazio che ho immaginato per Nanushka agisce come un rifugio dall’intensità della città, simile alla calma che segue una tempesta”, spiega Matteo. La scelta di una composizione monomaterica amplifica questa sensazione di transitorietà, richiamando l’immaginario delle tende berbere che, montate nel deserto al calar della notte, vengono smontate una volta sorta l’alba.
Completano l’ambiente mobili in metallo laccato nero progettati dall’artista e designer Allina Pellizzari Corbellini, con cui Matteo ha fondato Villa Clea a Milano. Convertita da officina a residenza d’artista, Villa Clea è ora un luogo di vita, di scambio e di cultura, a metà tra ambiente domestico e spazio espositivo.